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Red 14 agosto 2011
Time in Jazz: appuntamenti di domenica
Il primo è alle 11 al Parco Eolico “Sa turrina manna”, nei pressi di Tula, con Chano Dominguez che, reduce dal concerto della sera prima con il suo “cuarteto flamenco”, si presenta stavolta “en solitaire”


BERCHIDDA - Densa vigilia di ferragosto a Time in Jazz: il festival diretto da Paolo Fresu nella sua Berchidda (ma con appuntamenti sparsi anche in altri centri del nord Sardegna) vive oggi (domenica 14) la sua sesta giornata. Una giornata come sempre ricca di appuntamenti, musicali e non. Il primo è alle 11 al Parco Eolico “Sa turrina manna”, nei pressi di Tula, con Chano Dominguez che, reduce dal concerto della sera prima con il suo “cuarteto flamenco”, si presenta stavolta “en solitaire”. E sarà dunque un'occasione per apprezzare la dimensione più intima e riflessiva del pianista andaluso (di Cadice).

Ancora il pianoforte al centro del concerto pomeridiano. Alle 18, il festival fa tappa a Ittireddu con il solo di Bojan Zulfikarpasic (o più comodamente Bojan Z) sul sagrato della chiesa bizantina di Santa Croce. Quasi un biglietto da visita del pianista serbo (ma francese di adozione), che l'indomani (lunedì 15, ore 21:30) sarà sul palco “centrale” del festival, a Berchidda, alla testa della sua Tetraband, per la prima parte della serata di ferragosto. Nato a Belgrado nel 1968, Bojan Z vive da oltre vent'anni in Francia, dove si è affermato presto tra i nomi di spicco della scena jazzistica locale.

Al rientro a Berchidda, intorno alle 19.45, il pubblico del festival troverà Les Tambours de Brazza in giro per le strade del paese con le loro percussioni per la giornaliera parata musicale che fa da prologo ai concerti serali sul palco di piazza del Popolo. Qui i riflettori si accendono alle 21:30 su uno degli eventi più attesi di questa ventiquattresima edizione di Time in Jazz all'insegna dell'elemento Terra: “La pierre sonore”, un progetto in coproduzione con il festival I suoni delle dolomiti (dove è stato proposto quattro giorni fa al passo di Lavazé, in Trentino, a 1.800 metri di quota) che ha per protagonisti il quartetto di percussioni di Pierre Favre (con Christian Jaeger, Markus Lauterburg e Valeria Zangger, già di scena giovedì mattina nell'area archeologica di Santo Stefano, nei pressi di Oschiri), e le “pietre sonore” di Pinuccio Sciola: monoliti scolpiti attraverso profonde incisioni e fenditure longitudinali che, percosse, pizzicate o semplicemente accarezzate, vibrano, emettono suoni di intensità, frequenza e timbro differenti. Il percussionista svizzero e lo scultore sardo riprendono dunque il filo di un discorso inaugurato quindici anni fa in una memorabile performance, quando le “pietre sonore” di Sciola “debuttarono” in concerto proprio sul palco di Berchidda.

Preceduto dallo scrittore Flavio Soriga con il suo “diario” del festival, il secondo set della serata (ore 23 circa) ha per protagonista una delle migliori artiste africane apparse sulla scena internazionale in quest'ultimo decennio: la cantante Rokia Traoré, un'artista che trae la propria linfa vitale dall'incontro fra tradizione e modernità. Originaria del Mali, ha viaggiato e vissuto in diverse parti del mondo, dall’America all’Europa al Medio Oriente, scoprendo ed assorbendo le differenti culture e tradizioni musicali che nella sua ricerca ha poi rielaborato e fuso insieme alla tradizione musicale della sua terra, con risultati del tutto innovativi ed originali.

Cantante professionista dal 1996, Rokia Traoré ha sempre voluto creare un nuovo stile musicale che mantenesse una forte impronta africana, ma che allo stesso tempo potesse dar vita a canzoni moderne e dal sentire contemporaneo, ispirate dalla musica jazz, pop e rock. Nella sua ricerca verso un suono “più moderno, più rock e blues”, accosta agli strumenti tradizionali il suono ruvido della sua chitarra Gretsch, con cui si accompagna nel canto. Una formula valida anche per il suo impegno berchiddese al quale si presenta accompagnata sul palco di Piazza del Popolo da una formazione tutta africana, con Mamah Diabaté allo n'goni, Mamadyba Camara alla kora, Habib Sangaré al bolon, e le voci di Naba Aminata Traoré, Bintou Soumbounou, Kadidiatou Sangaré e Fatim Kouyaté. Per Rokia Traoré altro impegno l'indomani mattina (in compagnia del solo Mamah Diabaté allo n'goni) presso la chiesetta campestre di San Michele, a pochi chilometri da Berchidda, in occasione del consueto concerto di ferragosto di Time in Jazz.
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15:09
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