|
Stefano Idili
17 marzo 2005
Continuità territoriale, il Tar va in vacanza e i sardi si arrangino
La decisione, a cui sono appesi i destini di numerosi operatori del comparto turistico, è attesa con grande ansia. Se la legge sulla Continuità Territoriale dovesse passare sarebbero attivati ben 18 nuovi collegamenti a basso costo

ALGHERO – I sardi possono aspettare. I componenti del tribunale, che devono decidere sul futuro dei collegamenti aerei a regime di continuità tra la Sardegna e le altre regioni, si sono ritirati in camera di consiglio per l’udienza finale ma sembra che la sentenza arriverà solo dopo le vacanze pasquali. La decisione, a cui sono appesi i destini di numerosi operatori del comparto turistico, è attesa con grande ansia. Infatti se la legge sulla Continuità Territoriale, proposta dal Governo Soru, dovesse passare sarebbero attivati ben 18 nuovi collegamenti, a basso costo, con altrettante città dello stivale che permetterebbero di far decollare definitivamente un reale continuità di persone e merci tra la Sardegna e il resto d’Italia. Le nuove tratte nazionali, oltre Milano e Roma, vedrebbero Alghero collegata con Pisa, Bologna e Verona. Per Umberto della Chiesa, Segretario Ugl trasporto aereo la vera soluzione al problema dei collegamenti aerei si troverebbe nell’attuazione di una libera concorrenza. «Quando un Palermo-Roma costa 60 euro ed un Alghero-Roma ne costa 104, dove sta la convenienza per i sardi ad avere la continuità territoriale come è attualmente? La Sardegna - afferma Della Chiesa - come sempre, anche in questa occasione dove sembra che venga avvantaggiata rispetto ad altre regioni italiane, viene in realtà turlupinata da questi vettori che ne approfittano e si litigano “la pagnotta” a spese dei sardi. A nostro giudizio il problema si può definitivamente risolvere con una vera e concreta libera concorrenza tra i vettori, ma con una altrettanto libera Authority che contrasti i potenziali cartelli tra le compagnie e che vigili sul prezzo dei biglietti aerei». Per il segretario dell’Ugl solamente in questo modo si potrà avere un effettivo incremento dei voli ed una migliore qualità del servizio prestato. Nel parte finale del suo intervento il sindacalista critica il provvedimento sulla continuità che la Regione ha predisposto, dimenticando però di evidenziare che l’intoppo burocratico a danno dei sardi, con il ricorso al Tar, è stato causato dalla compagnia di bandiera Alitalia e adesso anche dal ritardo del pronunciamento dell´organo preposto. «La regione Sardegna e il suo Governatore – conclude Della Chiesa - dovevano spingere su questi temi e non su un provvedimento che ha di fatto scontentato tutti, vettori e residenti. Speriamo, che il Tar del Lazio non produca l’ennesimo pasticcio all’italiana nel tentativo di accontentare tutti e produrre il solito provvedimento cerchiobottista».
Commenti
|