Importante per l’assessore un secondo punto, quello nel quale il decreto impugnato “non limita le rotte onerate ai soli sistemi aeroportuali di Roma e Milano, ma intende la continuità territoriale, ai fini del trasporto aereo e delle correlate esigenze d’accesso all’offerta, come collegamento ad una rete complessiva, identico a qualunque altro sistema integrato di rotte originante da altre località della Repubblica”
CAGLIARI – L’assessore regionale ai Trasporti Sandro Broccia interviene in merito alla decisione del Tar del Lazio espressosi sul decreto di Continuità Territoriale proposto dalla Regione Sardegna e dal Ministro Lunardi. Dopo avere avuto il tempo per una valutazione più ragionata, insieme fra gli altri al professor Massimo Deiana, l’assessore tiene a precisare che i principi stabiliti con grande efficacia dal Tribunale amministrativo del Lazio si collo-cano come pietre miliari nella via dell’affermazione del concreto diritto alla mobilità ed alla circolazione dei cittadini. «Ciò che maggiormente conforta – sostiene l’Assessore - è il riconoscimento della dimensione sociale dell’intervento, della sua opportunità e della sua capacità di raggiungere l’obiettivo prefissato. La strada da percorrere è ancora impervia, anche se forse non tanto lunga, ma molti punti fatti propri dalla sentenza ci fanno capire che la marcia è stata orientata nella giusta direzione». In un’analisi punto per punto, dei passaggi più significativi, Sandro Broccia comincia da quello che riconosce il diritto alla mobilità di “soggetti che o per censo o per collocazione geografica” ne sarebbero esclusi. Qui la sentenza sostiene che “i valori sottesi al reg. n. 92/2408/CE sono di dignità giuridica pari a quello del libero accesso al predetto mercato, giacché servono a governar-lo e ad indirizzarlo verso obiettivi d’equità sociale e di promozione dello sviluppo delle aree regionali svantaggiate dell’Unione e, come tali, sono connaturati e coessenziali al mercato comune del trasporto aereo”. Impor-tante per l’assessore un secondo punto, quello nel quale il decreto impu-gnato “non limita le rotte onerate ai soli sistemi aeroportuali di Roma e Mi-lano, ma intende la continuità territoriale, ai fini del trasporto aereo e delle correlate esigenze d’accesso all’offerta, come collegamento ad una rete complessiva, identico a qualunque altro sistema integrato di rotte origi-nante da altre località della Repubblica”.
«Un altro punto a proposito del quale non potremo dire meglio – dice l’assessore - è quello dove viene sostenuto che “v’è stato, grazie agli oneri di servizio del 2000 (peraltro, per le sole destinazioni di Roma e Milano), un aumento del coefficiente di riempimento degli aeromobili (dal 52% - 58% nel 2000 al 75% - 80% nel triennio 2002/2004) e del numero dei passeggeri verso tali località. E ciò soprattutto in virtù dell’applicazione delle tariffe onerate, che hanno disegnato uno scenario dell’offerta ben dif-ferente, anzi incomparabile con la situazione anteatta, sì da renderlo più razionale e, al contempo, più appetibile per i clienti beneficiari. Se già le tariffe onerate del 2000 sono servite ad offrire posti e voli meglio utilizzati da detta clientela, altrimenti esclusa dal mercato a tariffa piena, rettamen-te oggi il DM impugnato riprende e corrobora il disegno dell’offerta del 2000 anche verso altri scali …. appunto per tener conto delle esigenze di trasporto d’una popolazione, quale quella isolana, costretta per le sue ne-cessità di vita a spostarsi frequentemente con il mezzo aereo e priva di se-rie alternative”.
Rileva ancora l’assessore: «è legittima la scelta d’onerare inscindibilmente tutte le rotte in esame, in assenza di compensazione e d’esclusiva, in quanto ciò consente al vettore o ai vettori, che intendano accettare gli o-neri di servizio pubblico, di fare economie di scala e risparmi tra una rotta e l’altra. Come evincesi da esperienze diffuse nell’UE, onerare un pacchet-to, e non ogni singola rotta per volta, consente ai vettori di valutarne la sostenibilità grazie anche al punto d’equilibrio tra quelle generatrici di maggiori diseconomie e quelle più redditizie ed a più alto coefficiente di riempimento degli aeromobili, come, d’altronde, è suggerito dalla Com-missione europea al § 5.5.3 delle Linee-guida sugli obblighi di servizio pubblico».
Secondo Broccia la censura della ricorrente, relativa al rischio del paventa-to monopolio che l’accettazione in blocco delle diciotto rotte onerate impli-cherebbe per il mercato sardo, non ha alcun pregio. Timore, questo, che l’assessore giudica del tutto insussistente se si considera come questo mercato rappresenti, di per sé, solo un’aliquota infima dell´universo del mercato aereo nazionale.
Nella foto: Sandro Broccia
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