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Antonio Burruni 10 aprile 2012
Libri: dall´isola alla conquista del mondo
Proseguono le fortunate presentazioni in giro per il Vecchio Continente del libro Passo a quattro mori, l’opera prima di Valentina Usala


TORTONA - La cultura sarda invade l’Europa. «Ed ecco che quel foglio bianco inizia a prender forma, con parole scritte in nero come le teste di moro di una bandiera che fa l’orgoglio dei sardi». L’esempio ci arriva dal Piemonte, dove l’emergente Valentina Usala, figlia di un sardo emigrato da Escalaplano, si sta facendo conoscere con il suo primo libro, “Passo a quattro mori” (edito da “Arkadia”).

La giovane autrice, sta incontrando i lettori entro e fuori gli italici confini. Infatti, negli ultimi due mesi è stata in provincia di Padova, nelle sale dell’associazione culturale “Un ponte fra Sardegna e Veneto” di Massanzago (PD), in quelle del circolo sardo “Sardegna” di Bologna, presso l’associazione culturale “Quattro Mori” di Livorno e, Oltralpe, ospite dell’associazione culturale “Sardinia” di Grenoble, in Francia. E tra un’organizzazione ed una nuova presentazione, la giovane autrice sta già preparando la sua seconda opera.

«Passo a quattro mori, il mio libro, nasce nell’estate 2008, durante le vacanze a La Caletta di Siniscola. Sino a che, grazie al Comune di Escalaplano, approda ad Arkadia Editore. Inizia un iter inaspettato per quel che era il frutto di una semplice passione intrisa dalla memoria. La memoria di un uomo – spiega Usala - che per anni racconta i suoi trascorsi d’infanzia. Si ricorda bambino, felice nel suo amato paese. Un tuffo di narrazioni del passato, che celano tra le parole, una sottile nostalgia per il tempo che fu. Tra fame e miseria, i momenti di gioia non mancavano, perché si era detentori della felicità. Così dopo tanti racconti ho reso concreto il ricordo di un bambino, il narratore, ripercorrendo l’ultimo anno di scuola frequentato a Escalaplano: la quinta elementare. Quelli presi in considerazione (1968/69) sono anni di rivolta in Italia, ma non vengono citati perché chi parla è un undicenne, che per nazione intende Escalaplano. Si ha così una raccolta di vicende, in parte accadute e altre di fantasia. E’ suddiviso in stagioni, mesi, giorni; poi per festività, tradizioni, folklore e natura».

«Al termine, il bambino si vede “disterrau”, perché i genitori sognavano un futuro importante, facendogli frequentare le scuole medie e quelle superiori in collegio a Riano, in provincia di Roma. Lui da oltremare continuava a sognare la sua Sardegna, dalla quale partì con una valigia tra le mani. Così dopo quarantadue anni le cose non sono cambiate. La sua Terra rimane all’apice dei suoi pensieri, tanto da trasmettere passione per questa regione, a chiunque gli stia attorno. Tutti incantati ad ascoltare le sue parole, mentre svuota la valigia dai ricordi».

«Ho immaginato questo libro come un ballo paesano, di quelli che si fanno in cerchio, mano nella mano (di qui il significato di “Passo”) e i quattro mori sono per me l’emblema di una bandiera, in cui ogni sardo si riconosce. Ecco quindi il “Passo a quattro mori”. Ma c’è di più: un ulteriore significato, anzi due. Per passo possiamo intendere quello di un brano, una narrazione e i quattro mori racchiudono l’immagine intera della Sardegna, i particolari che ho cercato di elencare nel libro. Infine, è per me un racconto di Sardegna, quella che ho vissuto personalmente e per mezzo di fatti vissuti da quell’uomo ormai migrato da anni in alta Italia e non altro non è che la figura di mio padre».

Nella foto: Valentina Usala
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