|
Gianni Marti
26 maggio 2005
I dipendenti Esaf a tempo determinato chiedono maggiori certezze alla Regione
La maggior parte di loro si è formata presso l’Ente per diversi anni consecutivi, acquisendo un buon grado di professionalità e conoscenza. Ora gli addetti a tempo determinato chiedono un incontro per avanzare la richiesta di assunzione

ALGHERO - I dipendenti a tempo determinato dell’Esaf chiedono un incontro con la Regione per mettere in evidenza la loro situazione, attualmente segnata dall’incertezza sulla prosecuzione del rapporto di lavoro. Sono 156 le unità che in tutta la Sardegna operano all’interno di tutti i servizi Esaf, con mansioni di archivisti, contabili, idraulici, magazzinieri ed elettricisti. La maggior parte di loro si è formata presso l’Ente per diversi anni consecutivi, acquisendo un buon grado di professionalità e conoscenza, tale da integrarsi efficacemente con il personale di ruolo nello svolgimento del lavoro di gestione, condizione essenziale per il raggiungimento degli obbiettivi prefissati dall’Esaf. Dei 156 dipendenti, 37 appartengono al servizio gestione di Sassari, che opera, oltre che negli uffici del capoluogo, anche negli impianti di Olmedo e dell’Arenosu. Nei giorni scorsi, tutti i dipendenti investiti dal problema occupazionale hanno scritto una lettera al Presidente della Regione, agli Assessori regionali dei Lavori Pubblici e del personale, alla direzione dell’Esaf e alle segreterie regionali dei sindacati, allegando la stessa lettera a diversi sindaci chiedendo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla vicenda. Nella lettera, gli addetti a tempo determinato chiedono un incontro per avanzare la richiesta di assunzione. «Ci rendiamo conto che la presente richiesta arriva alla Spa in un momento particolare – evidenziano i dipendenti al Presidente Soru – un momento dove non mancano i problemi legati ad un delicato passaggio di gestione nella neo costituita Esaf Spa, ma riteniamo che sia interesse della stessa poter usufruire di personale già professionalmente formato, valido e capace di supportare la nuova società, e non disperdere il patrimonio umano e gli sforzi che l’Esaf ha compiuto in questi ultimi anni per la nostra formazione».
Commenti
|