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Antonio Sini 29 giugno 2005
Gianfranco Zola annuncia il suo addio al calcio
La sua vita più che quella di un calciatore, sembra una favola, praticamente ha percorso tutti i gradini della scala del successo, partendo dalla sua città natale


CAGLIARI - La notizia era nell’aria, Zola era pervaso da quella sua smania di uscire dalla scena a testa alta, di poterlo ricordare scattante, brioso, fantasioso come sempre. Già perché Gianfranco Zola, con il DNA tutto sardo, la domenica illuminava gli stadi dove giocava, era rispettato da tutti, amato per la sua modestia e per il suo fair play. Zola lascia: chapeau! La notizia dalla sua voce, poche ore fa in una conferenza stampa. Un gentiluomo del calcio, un fantasista unico, un raro caso di longevità calcistica che ha saputo incantare platee di tutto il mondo con i suoi preziosismi e le sue invenzioni, e non sono parole di maniera cercate per osannare il più grande calciatore Sardo di tutti i tempi (non ce ne sarà un altro!). Gli aggettivi per questo piccolo grande uomo si sprecano. Ma Zola ha deciso: basta con il calcio. Si spengono i riflettori su un uomo che forse questo calcio non ama più, ma non lo dice, non potrebbe parlare male del lavoro che gli ha riservato fama e tanta ricchezza. Gianfranco Zola nasce a Oliena il 5 Luglio 1966, 168 centimetri di altezza per poco meno di 68 kg di peso. Proprio a Oliena comincia giocare a pallone giovanissimo per poi trasferirsi a Nuoro per dare i primi calci che contano nella Nuorese, dove rimane per 2 anni stagione 85-86, poi 3 anni con la Torres Sassari, dove si mette in evidenza e viene notato da Luciano Moggi e portato al Napoli dove rimarrà dal 1990 al ’93, al fianco del “pibe de oro” Maradona; un periodo strepitoso con il Napoli, con il quale vince lo scudetto e la Supercoppa italiana. Nel 1991 c’è l’esordio con la nazionale Italiana, poi trasferimento al Parma dal 1994 al ‘97, e a Novembre di quell’anno viene trasferito al Chelsea in Inghilterrà, scaricato perché ritenuto “bollito” per giocare in Italia. Al Chelsea rimane per 7 anni, mietendo successi sportivi e morali che mai l’Italia gli avrebbe tributato: due medaglie per la Fa Cup (nel `97 e nel 2000), la Coppa di Lega Inglese, la Coppa Coppe e la Supercoppa europea nel `98, la Charity Shield nel 2000. Unico non inglese ad avere avuto la nomina a “Membro onorario dell`Impero britannico”, l’onorificenza che la regina Elisabetta II gli ha conferito nel 2004 per gli anni trascorsi nel calcio inglese e la su sportività. Poi due anni fa il rientro a Cagliari, dove Gianfranco gioca 43 partite e spinge i rosso-blu in Serie A. Ora dopo una stagione tiratissima, con il Cagliari il serie A, Zola a 39 anni lascia il calcio giocato e il mondo lo applaude. Una canzone di successo di Cesare Cremonini molto gettonata in questo periodo recita” da quando Baggio non gioca più…non è più Domenica”, ora il refriend potrebbe cambiare: “da quando Zola non giocherà più…che Domenica sarà?

Nella foto: Gianfranco Zola
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