Indagine della squadra mobile nel Sassarese. Le donne spacciavano come autentici dei gioielli falsi. Nei guai quattro giovani donne
SASSARI - A conclusione di articolate indagini condotte per circa due anni, gli agenti della 4^ Sezione della Squadra Mobile di Sassari, hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Sassari, quattro giovani, S.P., classe 1987, residente a Porto Torres, O.T., del 1988, A.G.S., 1992, entrambe originarie della provincia di Napoli ed E.A., classe 1982, cittadina Moldava, nei confronti delle quali sono emersi gravi indizi di colpevolezza per i reati di truffa aggravata, ricettazione e uso di cose con impronte di pubblica autenticazione contraffatte. Nei giorni scorsi il pubblico ministero ha emesso l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, provvedimento che è stato notificato alle giovani.
I fatti risalgono alla primavera del 2011 quando le indagate si erano presentate presso diverse gioiellerie ed esercizi di “Compro oro” della città ai quali avevano ceduto, in più circostanze numerosi gioielli, tra cui bracciali, catenine, e collanine in oro bianco, ricevendo complessivamente un controvalore pari a diverse migliaia di euro. All’atto della ricezione della merce gli esperti commercianti avevano sottoposto i preziosi alle “prove speditive di controllo” quali, la prova della calamita e la verifica dei segni di identificazione, esito superato positivamente per la ricerca dell’oro bianco identificato, anche per la presenza della regolare stampigliatura a marchio “caratura 750”.
Solo alcuni mesi dopo, i monili, sequestrati dagli inquirenti, erano stati sottoposti ad ulteriori ed approfondite analisi tecniche con il metodo del cosiddetta coppellazione presso un laboratorio specializzato di Valenza Po (AL) che aveva fornito il responso negativo per la ricerca di metalli nobili (oro ed argento); si era così scoperto che i reperti erano stati abilmente falsificati ed erano stati prodotti con una semplice lega di metallo idonea a trarre in inganno l’acquirente. All’esito di accurati accertamenti eseguiti anche nelle province di Napoli e in altre località della penisola, gli agenti sono riusciti ad identificare le autrici delle truffe, si tratta di persone peraltro legate tra loro da rapporti di amicizia e frequentazione.
Nel corso delle investigazioni condotte da questo Ufficio, estese in ambito regionale e nazionale, nell’autunno del 2011, la portotorrese era stata poi sottoposta a un controllo ad opera di una pattuglia della Polizia Stradale di Macomer e nella circostanza, eseguita un'accurata perquisizione a bordo dell’auto, erano stati rinvenuti ben occultati in un vano nascosto sotto il gruppo del cambio, diverse decine di monili di varia foggia, anch’essi apparentemente in oro bianco, immediatamente sequestrati, anch’essi della medesima natura fraudolenta dei gioielli sequestrati a Sassari. Sono infatti numerosi gli episodi verificatisi in ambito nazionale e sono in corso indagini anche in collaborazione con altre Squadre Mobili per risalire ed identificare altre persone coinvolte, responsabili di quella che si ha motivo di ritenere, una organizzazione di falsari ben collaudata.
Foto d'archivio
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