E´ la cifra richiesta da Daniela Cano ammessa come parte civile al processo per il disastro della nave da crociera. Prossima udienza il 14 maggio
ALGHERO - L'algherese Daniela Cano è una delle 250 parti civili riconosciute nel processo per il disastro della nave
Costa Concordia. Nell'udienza preliminare di mercoledì a Grosseto, il gup Pietro Molino ha ammesso circa 37 milioni di euro di richieste di risarcimento da parte dello Stato. La compagnia, ha deciso il giudice, sarà chiamata a responsabilità civile ma sarà pure parte civile, proprio come i naufraghi e quanti ne hanno fatta richiesta.
La parrucchiera di 47 anni, rappresentata dall'avvocato Paolo Cavaglieri, ha chiesto un milione di euro di danni per un'invalidità del 36% e un disturbo da stress cronico e d’ansia generalizzato che avrebbe causato una riduzione del funzionamento lavorativo. Oltre a lui presenti in udienza gli avvocati Cesare Bulgheroni e Massimiliano Gabrielli in rappresentanza di 30 legali che assistono più di 100 naufraghi. Prossima seduta il 14 maggio.
Nella sfortunata nave naufragata davanti all'Isola del Giglio, la parrucchiera algherese aveva partecipato ad un reality di hair-stylist con la collega algherese
Eleonora Baldinu e altri professionisti provenienti da tutta Italia. A bordo della crociera 4.234 tra viaggiatori e personale dell'equipaggio, 142 i passeggeri sardi imbarcati da Cagliari: tra loro anche 5 algheresi (tre adulti e due bambini), fortunatamente sani e salvi.
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