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Red
20 luglio 2005
Umberto Della Chiesa (Ugl), fondi Enac per la continuità territoriale: «o Attili o Broccia stanno mentendo spudoratamente»
«I cittadini sardi e i lavoratori sardi del settore rimangono a bocca aperta dopo questo balletto di verità e smentite. La Sardegna ha bisogno, soprattutto in questo scorcio di stagione di tranquillità e di certezze del diritto»

CAGLIARI - I soldi della continuità territoriale sarda rischiano di essere destinati ad altri aeroporti. Durante l’ultimo Consiglio di Amministrazione dell´Enac il presidente Riggio ha avanzato la proposta di trasferire le risorse a Roma e Torino da un capitolo di bilancio in cui dovrebbero esserci anche i soldi per l´agevolazione tariffaria per i voli da e per la Sardegna. Anche a seguito delle polemiche fra Attili e Carboni interviene in merito alla questione della continuità, Umberto Della Chiesa segretario regionale della Ugl trasporto aereo, il quale dichiara: «Continuiamo a restare esterrefatti della telenovela tra l’Enac e l’assessorato regionale ai trasporti della Sardegna». «I cittadini sardi e i lavoratori sardi del settore rimangono a bocca aperta dopo questo balletto di verità e smentite. La Sardegna ha bisogno, soprattutto in questo scorcio di stagione di tranquillità e di certezze del diritto. Se i soldi sono all’Enac –continua Della Chiesa - il consigliere Attili indichi pubblicamente cosa deve fare la Regione Sardegna per ottenerli. Se i soldi non ci sono – continua Umberto della Chiesa - la Regione chiarisca una volte per tutte il destino della continuità territoriale e il piano regionale per gli anni a venire della continuità territoriale per le persone e per le merci. 55 milioni di euro non sono certamente bruscolini e gli aeroporti sardi e i vettori italiani saprebbero già come utilizzarli, aspettano che qualcuno batta un colpo. Broccia se ci sei batti un colpo! Ma una cosa ci preme sottolineare in questa vicenda, l’assoluto disprezzo per la verità da parte di due dirigenti politici, ricordiamo che Attili è un ex parlamentare dei DS, e l’assoluta indifferenza nei confronti del diritto dei sardi ad una mobilità certa e contenuta nei costi da parte dell’assessore regionale ai trasporti».
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