Abbanoa deve pagare al Consorzio Industriale Provinciale di Sassari gli oltre due milioni di euro per servizi di acquedotto erogati e mai pagati, come deciso a marzo dal Tribunale civile sassarese
SASSARI - Abbanoa deve pagare al Consorzio Industriale Provinciale di Sassari gli oltre due milioni di euro per servizi di acquedotto erogati e mai pagati, come deciso a marzo dal Tribunale civile sassarese. I giudici della Corte d'appello di Cagliari - sezione distaccata di Sassari hanno infatti respinto la richiesta di sospensiva presentata da Abbanoa, già condannata nel marzo scorso a versare nelle casse consortili 2.041.756,50 euro. Il gestore del servizio idrico regionale aveva presentato istanza di sospensione della provvisoria esecutività della sentenza di primo grado, sostenendo che il pagamento di quanto dovuto avrebbe messo a rischio l'attività stessa di Abbanoa. La Corte ha invece ritenuto questo rischio insussistente.
«Non può ritenersi - si legge nell'ordinanza firmata dal presidente Francesco Mazzaroppi - che pura e semplice entità della somma possa di per sé costituire un grave motivo per la sospensione dell'esecutività della sentenza, tanto più quando il creditore sia un ente pubblico e non ci sia alcun pericolo di insolvenza, laddove la sentenza venga per ipotesi riformata». La somma che Abbanoa deve ora versare al Consorzio comprende il pagamento dei servizi per la fornitura e depurazione delle acque reflue urbane del Comune di Porto Torres, nel periodo di tempo tra il settembre 2008 e il dicembre 2009. Già nel 2010 il Consorzio industriale aveva chiesto e ottenuto un decreto ingiuntivo per il pagamento del servizio, cui Abbanoa si era opposta adducendo motivazioni che il giudice del tribunale civile di Sassari aveva respinto.
La disputa era sorta sul conflitto di competenze tra il gestore regionale del servizio idrico integrato, nato dalla fusione delle società che gestivano territorialmente l'acqua pubblica, e il Consorzio industriale della Provincia sassarese. Quest'ultimo, proprietario del depuratore, reclamava a ragione il pagamento dei servizi di acquedotto svolti nel periodo in oggetto. Anche successivamente all'istituzione di Abbanoa, infatti, il Consorzio aveva continuato a fornire il servizio di fognatura e depurazione già svolto in epoca precedente e alle stesse condizioni, applicando le tariffe determinate dall'Autorità d'ambito. Abbanoa si era opposta al decreto, sostenendo tra l'altro, che ci fosse una notevole incongruenza tra quanto richiesto e quanto dovuto. Il Consorzio aveva successivamente cercato di raggiungere un accordo con l'ente gestore del servizio idrico, per una transazione che, però, era stata respinta.
Nella foto: il presidente del Consorzio Industriale Franco Borghetto
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