Un Disabile, residente nel Comune di Trinità (Olbia-Tempio), chiede l’abbattimento delle barriere architettoniche presenti nella piscina privata ad uso pubblico del paese
ALGHERO - L’inosservanza delle leggi, la poca sensibilità nei confronti di certe problematiche e la lenta burocrazia sono le cause che spingono spesso presunte vittime di ingiustizie sociali a rivolgersi ai giornali o a servirsi di strumenti alternativi, nella speranza di ottenere immediate risposte a disagi manifesti. E' così che il signor Giuseppe Frasconi, disabile e residente a Trinità D’Agultu, ha scelto ad esempio di rendere pubblico il suo caso con lo scopo di farsi ascoltare da un Comune che, a quanto lui afferma, sembra ignorarlo da circa tre anni.
Il 24 Aprile 2010 infatti, pare che Frasconi abbia scritto al Comune di Trinità, intimandolo a verificare l’agibilità di una piscina privata ad uso comunale, considerata non raggiungibile dai disabili. Effettivamente la Asl 2 (sollecitata da Frasconi ad effettuare un sopralluogo) ha confermato, in data 14 Maggio 2013, «la non conformità della piscina alla norma vigente in materia di accessibilità e superamento delle barriere architettoniche: la piscina è collocata in un locale interrato accessibile unicamente tramite scale, senza scivoli né servo scala».
In seguito ai risultati del sopralluogo, tutti documentati, Giuseppe Frasconi ha chiesto allora al Comune di Trinità D’Agultu (Olbia - Tempio), tramite documento scritto e datato 22 Ottobre 2013, la revoca del contributo economico di 10,000 euro, concesso in data 07/05/2010 (delibera n.° 48 del 7 Maggio 2010), inerenti il beneficio economico concesso all’Asd Euro Club Asinara (gestore della piscina), e resta oggi in attesa di una celere risposta.
Foto d'archivio
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