Il giovane allenatore algherese, parla dopo l’esonero che, dopo un anno e mezzo, lo ha costretto a lasciare la guida tecnica del Treselighes
ALGHERO – Il Treselighes, terzo in classifica nel girone A del campionato di Terza Categoria, dalla scorsa domenica ha un nuovo allenatore: Gianfranco Urgias. Una decisione inattesa, seguente a quello che, nel panorama calcistico locale, è apparso come un fulmine a ciel sereno: l’esonero di Adriano Serra io giovane tecnico algherese, da un anno e mezzo sulla panchina della compagine di Villassunta.
Mister Serra, cosa le resta di questa avventura?
«Un’esperienza iniziata due anni fa, nella stagione 2012/13 alla guida di una squadra di Terza Categoria, dopo le varie esperienze nei settori giovanili di Nettuno, Pietraia, La Palma e 1945 Alghero. Mi sono trovato a 30 anni a guidare una squadra in una categoria da sempre considerata “per vecchi” e per chi il calcio l'aveva finito di giocare seriamente. Il progetto è sempre stato quello di disputare un campionato dignitoso e senza grosse pretese. Nella prima stagione, l'anno scorso, ho raccolto un po’ i cocci di quello che era stato fatto gli anni prima. Mi sono impegnato nel ricostruire una squadra quasi da capo, con l'intento personale di coinvolgere tutti quei giovani che negli ultimi anni si erano disinnamorati del pallone o che addirittura erano stati messi in disparte da tante società ed in secondo luogo fare un esperienza che potesse formarmi, visto che coltivo la passione da quando ho iniziato, a 19 anni».
Lo scorso anno, se vogliamo, potremmo definirlo “di costruzione”.
«Direi di si, all’inizio della scorsa stagione, straordinariamente, ci si ritrova al campo in 30: c'è partecipazione ed entusiasmo da parte di tutti. Il campionato, nelle prime cinque giornate ci regala però solo una vittoria, tre pareggi ed una sconfitta. Sono momenti dove, nonostante non ci siano pretese o grossi obiettivi, è facile sentire la diffidenza nel vedere comunque un ragazzo in panchina ed in campo una squadra che è poco più che una Juniores (età media 22 anni). Invece, dal 2 dicembre, la squadra non perde più una partita, con diciannove risultati positivi consecutivi e si vincono gli scontri diretti con prima e seconda. Si finisce l'anno al terzo posto, ad un punto dalla seconda ed a tre dalla prima».
In estate, il sogno ripescaggio. Poi, si riparte.
«Si, quest'anno si è ripartiti dal mancato ripescaggio, con la partenza di alcuni giocatori e l’arrivo di nuovi. Sono cambiati gli obiettivi e, sinceramente parlando, dopo la stagione scorsa, era anche giusto fare pensieri un po' più grandi. La squadra si è ringiovanita ulteriormente e si è iniziato un campionato molto più equilibrato, con una classifica abbastanza corta e con un bel duello a tre la davanti».
E poi, all’improvviso, l’esonero.
«Sono stato mandato via senza motivazioni, dopo la partita casalinga con il Palmadula, finita 3-3, dopo una settimana stregata, con infortuni e squalifiche post derby con l'Olmedo. Mi è dispiaciuto essere stato sollevato dal mio incarico senza una riunione con la società ed il presidente. Ho ricevuto solo l'invito colorito da parte del presidente a lasciare il campo a fine gara e a non presentarmi più dal martedì successivo. Il mondo del calcio, in generale, ultimamente ci ha abituati a tutto. Evidentemente, l’esperienza e la formazione di un tecnico giovane passa anche attraverso queste vicende. Prendo e metto nello zainetto – sorride ironico Serra. Lascio l'ambiente e questa squadra comunque sereno del lavoro svolto e di quello che ho fatto. In quasi due anni, abbiamo perso solo due partite e ridato lustro ad una borgata, quella di Villassunta, che si è riappassionata al calcio tramite la squadra. Persone fantastiche e di buon cuore, disponibili sempre con me e con i ragazzi della squadra. Come tutte le esperienze, anche da questa, spero di poter crescere, ma soprattutto potermi migliorare. Spero di aver lasciato un ricordo positivo ai giocatori e che possa aver contribuito realmente ad esprimersi al meglio.
Nella foto: Adriano Serra
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