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Piero Chiccoli 27 agosto 2003
Tiriamo le somme su questa lunga estate algherese
Una stagione ancora a pieno ritmo che però mostra gravi difetti strutturali, a partire dall’abuso notturno del centro storico


Anche se questa lunga e calda estate algherese ancora non è terminata, possiamo già fare un primo generale bilancio su come effettivamente sia andata. Sicuramente al contrario di altri anni questa stagione è stata, e continuerà ad esserlo, molto più lunga e intensa, praticamente è dal periodo di capodanno che i turisti, in maniera più o meno assidua, visitano la nostra città grazie anche al collegamento aereo quotidiano con l’Inghilterra, grazie anche ad un calendario favorevole che ci ha regalato una serie di ponti a cavallo tra Aprile e Maggio in congiunta ad un clima molto gradevole. Forse questa è stata veramente una delle prime stagioni in cui gli addetti ai lavori non si possono lamentare, il fenomeno euro ha portato sicuramente benefici così come la voglia degli Italiani di passare le ferie in Italia, certamente dovuta anche alla “paura” di andare all’estero.
La nostra città quindi ha vissuto e sta ancora vivendo una stagione a pieno ritmo, sempre citata nei telegiornali come una delle città più calde, non è rimasta indenne dai tormentoni estivi: anche da noi l’infradito è ai piedi di tutti, chihuahua e la canzone del capitano hanno echeggiato in tutti i bar e discoteche e il Cuba Libre uno dei cocktail preferiti.
Ma davvero è andato tutto così bene? Forse qualche problema la nostra città se lo trascina da tempo, non parliamo del traffico e dei parcheggi perché qualcosa rispetto al passato è stata fatta, ma parliamo della vita notturna, specialmente nel centro storico, mai come prima rivitalizzato e vissuto fino a notte fonda. Ma c’è un piccolo problema: nel centro storico non ci sono solo attività come negozi, bar e ristoranti ma anche cittadini che avrebbero voluto volentieri riposare e che per vari motivi non lo hanno potuto fare.
Ad inizio stagione l’amministrazione ha provato a venire in contro sia ai gestori di locali sia ai vari comitati per la difesa del giusto riposo notturno, proponendo degli orari di chiusura ma il tutto non è andato a buon fine, chi da anni si lamenta anche quest’estate si è dovuto rassegnare. Quale la soluzione? Prendendo esempio da altre città di mare dove la parola turismo è scritta con la T maiuscola, si potrebbero copiare alcune nuove usanze che hanno preso piede e che hanno accontentato operatori e soprattutto turisti: la vita in spiaggia.
Una soluzione per accontentare un po’ tutti sarebbe forse quella di trasferire i locali notturni in riva al mare, sulla sabbia in zone fuori dal centro abitato e predisposte ad accogliere gli avventori. Certamente questa formula va studiata per benino, si dovrà evitare che la spiaggia diventi un posacenere o una discarica di bottigliette o ancor meno un vespasiano, ma sicuramente se dovesse essere seguita questa strada Alghero farebbe veramente un balzo in avanti.
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