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Antonio Sini 28 maggio 2006
Matteo Trini salva l’Alghero dalla retrocessione
Il portiere giallo rosso ha pareggiato su calcio di punizione la rete segnata da Pedroni per il Bergamo Cenate. Il pareggio per 1 a 1 vale la permanenza in serie D


ALGHERO - L’Alghero agguanta la serie D con le unghie. Pareggio per 1 a 1 contro Il Bergamo Cenate, ma in virtù della migliore classifica, al termine del campionato regolare, l’Alghero si salva. Ma che fatica! Il pomeriggio del caldo pomeriggio di Maggio del 2006 rimarrà negli annali della storia del calcio Algherese per un episodio che sui campi di calcio è raro: vedere il portiere …segnare. E forse conviene partire da questo episodio che poi è la chiave di tutta al partita. L’Alghero era sotto di una rete, il Cenate vinceva grazie a una bel gesto balistico del suo giocatore Pedroni, che portava la sua squadra in vantaggio al minuto di gioco 62°. Per l’Alghero era condanna matematica all’Eccellenza, e solo un miracolo poteva salvarla dalla retrocessione. All’80° l’Alghero doveva battere un calcio di punizione dal limite dell’area, e mentre i giocatori, confabulavano per calciare, dalle retrovie si è presentato Matteo Trini, portiere dell’Alghero, che preso il pallone fra le mani ha chiesto ai compagni di poter battere. Calcio di punizione perfetto, interno collo di sinistro e palla che si insacca all’angolino basso beffando Capodici, portiere avversario. Stadio Mariotti che esplode, Trini inseguito dai compagni prova l’ebbrezza della rete marcata, lui che le reti è costretto a subirle. Un segno del destino, in campo nessuno capace di calciare una punizione, il portiere fa il miracolo. Cosa dire? Poco, se non che forse era tutto scritto. E vanno a farsi benedire gli schemi preparati da Gavino Scala tecnico Catalano, la sua sofferenza ai bordi del campo, conscio che il terreno gli stava mancando da sotto i piedi, quando l’Alghero era nell’inferno dell’Eccellenza. San Matteo Trini, è stato provvidenziale, e quel pallone calciato con tanta convinzione, ha fatto passare l’Alghero dalla polvere all’altare nel giro di 17 minuti. Da quel momento in campo solo sofferenza e paura di non farcela, in tribuna i tifosi hanno spinto una squadra in tilt, dirigenti hanno vissuto in apnea momenti interminabili. Allo scadere del tempo regolamentare, un tripudio generale, l’esultanza che ha fatto dimenticare a tutti che l’Alghero si era salvata, ma era una squadra costruita per fare sfracelli in questo campionato. Non sono bastate 34 partite di campionato, per mantenere la serie D l’Alghero ha dovuto battersi a fondo contro il Bergamo Cenate, che ha pareggiato 1 a 1 in casa e anche in trasferta. Un campionato che è diventato u calvario con il passare delle giornate e l’avvicinarsi la fine della stagione, e giusto per non smentirsi anche all’ultima fatica, tanta, tantissima sofferenza. Forse la descrizione dell’evento non da il senso del grande pathos vissuto allo stadio Mariotti, dove un migliaio di appassionati si sino ritrovati per incoraggiare la squadra giallorosa del cuore. Annata storta, fin troppo, e francamente non ci sentiamo dopo tanta sofferenza di fare gli elogi ad alcuno. Tutti mediocri, tutti a galleggiare sperando miracolo, che si è materializzato nella rete messa segno da Trini già descritta. A fine gara, i dirigenti dell’Alghero Giuseppe Giorico e Riccardo Giorico sono andati via dribblando la stampa, c’era troppa tensione. Altrettanto ha fatto Gavino Scala, “cuore di palla”, che come promesso ha salvato l’Alghero, ma siamo sicuri che sia stata un’impresa?

ALGHERO-BERGAMO CENATE 1-1
ALGHERO: Trini, Crabuzza ( 55° Mulas), Desiato, Fruguglietti, Blanco, Del Chiaro, Ruotolo, Teres, Pierotti (dal 68° Rassu), Longobardi, Scanu.
BERGAMO CENATE: Catodici, Ravasio, Gambuto, Maffi, Andreoletti, Pedroni, Zampoleri ( dal60° Diagne), Valenti, Mangili (dal 72° Mazzilli), Buelli, Manzini, Santucci.
Reti al 62 Pedroni (Cenate), al 80° Trini (Alghero)

Nella foto un’azione sotto la porta dell’Alghero in maglia giallo rossa
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