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Antonio Sini
30 maggio 2006
Alghero miracolato, ma la dirigenza ha pronta la scure
Nessuno fra i giocatori dell’ Alghero, oggi, ha la certezza di indossare la casacca giallo rossa il prossimo anno. Luciano Silvestrini il nuovo Ds?

ALGHERO - Non finisce il clamore in città, per la rete messa a segno dal portiere Matteo Trini che ha dato all’Alghero la salvezza dalla retrocessione certa. Spiegazioni a non finire, gli increduli parlano di c…lo, ma chi conosce il ragazzo Sassarese, con il cartellino di proprietà della Juventus, non si meraviglia: è un colpo che Trini ha. Lo stesso Gavino Scala, sentito sul miracolo di San.. Matteo, non si scompone più di tanto: «Trini ha battuto altre punizioni in diverse occasioni, è stato meno fortunato, Domenica ha piazzato il pallone dove ha voluto». Beh, noi siamo del parere che tutto sia un segnale del destino, evidentemente era tutto scritto, il vantaggio del Cenate Bergamo, la puzza di retrocessione, e l’esultanza per lo scampato pericolo. Domenica al campo c’erano tutti, i tifosi veri e i pindacci, quelli che al campo vanno per godere delle disgrazie degli altri, quelli che l’Alghero la amano ma la odiano al contempo. Storia vecchia nella nostra città, dove la casacca giallo rossa ha sempre diviso. E’ un firmamento variegato quello che descriviamo, composto da ex giocatori, tanti, ex dirigenti. Al Mariotti Domenica c’era chi i colori giallo rossi li ama da sempre, e chi li guarda in cagnesco, senza mai dirlo. Per fortuna i pindacci sono stati sconfitti dalla Musa del calcio, che ha guidato Matteo Trini al calcio piazzato e ha fatto volare la sfera di cuoio dove il portiere ospite Capodici non è potuto arrivare. L’esultanza è stata pari alla vittoria di un campionato. A fine gara scene di autentico Libro Cuore. Giocatori in campo per terra stravolti (gli avversari), gli algheresi a salutare i tifosi della Gradinata del Trauma e quelli della Tribuna. Un abbraccio virtuale che ha fatto dimenticare la sofferenza a non meno di 1200 persone, che hanno spinto l’Alghero fuori dall’inferno. A fine gara i Dirigenti dell’Alghero si sono tutti abbracciati, Giorico e Sechi due volte, a significare che la gioia era tanta pari alla sofferenza patita per 90 minuti. E già si comincia a parlare dell’Alghero che sarà, perché ora a bocce ferme, l’ira della dirigenza è tanta e non farà sconti a nessuno. Nessuno fra i giocatori dell’ Alghero, oggi, ha la certezza di indossare la casacca giallo rossa il prossimo anno. Nessuno ora avanza la pretesa di sapere del proprio futuro. In settimana si riunirà la dirigenza, ci si guarderà in faccia e si vedrà da dove ricominciare la rifondazione dell’Alghero. Dopo due-tre anni in vetrina, per qualcuno si spegneranno le luci del Mariotti. Alghero diventerà un ricordo del proprio passato da calciatore. Futuro incerto anche per Gavino Scala. Il mister algherese ha la sindrome di… Nunziata, e reclama un “riconoscimento minimo”, dopo la conquista della salvezza. Scala vorrebbe guidare anche il prossimo anno l’Alghero dalla panchina, ma c’è un “partito” trasversale, che pone dei veti! Scala potrebbe avere un ruolo importante all’interno della società, ma non è detto che accetti: «Ho ancora il cuore forte per poter seguire la squadra dalla panchina -ha dichiarato- non mi sento un pensionato del calcio». Gavino Scala potrebbe avere mercato, potrebbero arrivare per lui chiamate da altre squadre, ma difficilmente abbandonerà l’Alghero.
Nella foto il pubblico in tribuna al Mariotti esulta al fischio finale
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