Massimo Demartis, calciatore algherese della Torres, incontra i ragazzi della Nettuno
Il forte difensore algherese della Torres Massimo Demartis ha fatto visita ai ragazzi della Nettuno di Alghero e con loro ha disputato una partita di allenamento
ALGHERO - Non è usuale ad Alghero, per un calciatore di grande levatura, andare a far visita, nel luogo di allenamento, ai ragazzi di una scuola calcio. Massimo Demartis, algherese doc, si è cimentato in un simpatico incontro, nel campo della “Cunetta” con i giovani calciatori della Nettuno di Alghero. Demartis è nato ad Alghero l’8 ottobre 1974 (l’anno dei primi mondiali in Germania), inizia la sua attività calcistica con i giovani dell’Audax fino alla categoria “Esordienti” successivamente, si trasferisce nelle giovanili della Torres dove, disputa i campionati “Allievi” e Juniores. Proprio in quegli anni, era il 1990, viene convocato nella prima squadra della Torres, allora guidata da un altro grande e illustre algherese: il compianto Vanni Sanna. Massimo Demartis, inizia così la sua carriera, nel calcio che conta: si trasferisce all’età di 17 anni a Tempio in C2 per ben 5 stagioni. A 22 anni passa alla Nocerina (C1) e fa una stagione; successivamente approda ad Avellino sempre in C1 per 3 campionati. In seguito si trasferisce a Catania dove gioca per due stagioni: una in serie C1 (dove ha la gioia della promozione), un’altra in serie B e, dopo, continua la “B” con l’Ascoli per altre 2 stagioni. Il resto è storia recente, con il campionato appena trascorso con la Torres, allenata dall’altro famoso algherese Antonello Cuccureddu. Un campionato giocato alla grande dai rossoblu di Sassari, concluso con la 3^ posizione in classifica, con il tentativo mancato di poco per il passaggio in serie B, contro il Grosseto nei “play aut”.
L’incontro con i giovani della Nettuno è stato molto cordiale, si è parlato un po’ in generale del calcio giovanile e sono state elencate importanti nozioni, utili ai ragazzi che, con tanto impegno quotidiano, cercano di “cavalcare” i piccoli sogni dell’età, in funzione del loro possibile futuro nel calcio. E´ venuto fuori uno spaccato di vita molto interessante, una storia semplice e comune come tante altre, fatta di semplicità e dedizione per ciò che si fa e che si vuole raggiungere.
Massimo, oggi sei il calciatore algherese in attività più quotato. Quali consigli ti senti di dare ai ragazzi, per raggiungere degli obiettivi importanti?
«Devono imparare molto bene i fondamentali del calcio, la disciplina che è molto importante. Io all’inizio non ho avuto la possibilità di essere seguito con tanta attenzione come lo sono adesso i ragazzi nella scuola calcio, nonostante ciò ho avuto la gran fortuna di conoscere Vanni Sanna che fin da subito ha creduto in me e ho “iniziato” ufficialmente, a soli 16 anni, con il calcio che conta. Non meno importante è stata la passione di mio padre, forte almeno come la mia, il quale ha creduto nelle mie capacità. Mi ha accompagnato a tutti gli allenamenti a Sassari, e queste non sono cose da poco».
Quali sacrifici deve affrontare un calciatore per poter emergere? Tu come hai affrontato questa fase della tua carriera?
«Rispondo volentieri a questa domanda, con la presenza dei ragazzi della "Nettuno", con i quali mi sento in dovere di dare alcuni importanti consigli. Un calciatore deve avere ben in mente quello che vuol fare, deve affrontare sacrifici importanti, resi ancor di più dalla giovane età, quella in cui si decide il suo futuro. Devono fare tante rinunce: non fare tardi la sera, non condurre una vita sregolata e, soprattutto, devono applicarsi in maniera totale verso l’obiettivo che si sono preposti. Niente viene dal niente, il futuro si costruisce giorno dopo giorno. È chiaro che dopo serve una buona dose di fortuna, come tutte le cose».
Raccontaci un po’ i rapporti con i tuoi compagni di squadra della Torres e con gli altri compagni che hai avuto in questi anni, nella tua lunga carriera calcistica.
«I miei rapporti sono buoni con tutti, è chiaro che con alcuni ho un rapporto più stretto, questo sta nelle cose, in campo non esistono amici o compagni, tutto è finalizzato al miglior risultato possibile. Con l’attuale allenatore della Torres, Antonello Cuccureddu, ho un rapporto ottimo fatto di stima reciproca: lui è un gran trascinatore. Ha fatto qualcosa che non era stata preventivata da nessuno: ha sfiorato di portarci in serie B».
Alla luce delle vicende legate a “calciopoli”, come ti senti di commentare questa brutta storia, così diseducativa per i ragazzi che vogliono farsi strada nel mondo del calcio?
«Noi calciatori, qualcosa l’avevamo intuito, ma non essendo certi pensavamo alle solite dicerie. Purtroppo la realtà ha superato l’immaginazione e il risultato è di dominio pubblico. Speriamo, soprattutto per i giovani calciatori del futuro, che non subiscano più torti o facilitazioni per non venire a compromessi con il sistema, per non rendere più il gioco del calcio pura mercanzia».
Massimo, tu che tipo d´allenamento svolgi con la sua squadra, e che dieta fai per rimanere in forma?
«Voglio a tal proposito parlarvi della mia esperienza in varie squadre di B e di C dove l’organizzazione è davvero ad alto livello, lo dico anche per i ragazzi che mi stanno ascoltando. Non immaginate nemmeno per un po’ com´ è organizzata una società di livello: tutto è organizzato al meglio, con gli allenamenti specifici in palestra, differenti per ogni atleta, sono osservate delle diete appropriate e, soprattutto, conta molto un buon comportamento. Ci si allena in pratica, ogni giorno della settimana. Io non seguo una dieta particolare, mi limito a non assumere cibi elaborati, mangio la pasta (in abbondanza) e la carne ed evito i fritti. Ora che mi sto riposando nella mia Alghero, faccio qualche strappo alla regola, pur rimanendo nei limiti».
Quando appenderai le “scarpe al chiodo”, più tardi possibile, perchè hai solo 32 anni, pensi di rimanere nell’ambiente calcistico?
«Sicuramente, ho già in mente di fare il corso per allenatori a Coverciano, e mi piacerebbe allenare i giovani».
L’incontro della “Nettuno” con l’algherese Demartis, è stato molto valido per i giovani calciatori, così attenti e premurosi verso il loro esempio calcistico di riferimento per Alghero. Dopo la chiacchierata, il calciatore della Torres e i ragazzi della "Nettuno", hanno giocato assieme una partitella, a sigillo di una serata da ricordare. Massimo Demartis è un calciatore molto considerato nell’ambiente calcistico nazionale, non ha avuto la dovuta attenzione nella nostra città, forse perchè si è trasferito da Alghero fin da giovanissimo, senza voler fare polemiche. Si avrà tutto il tempo di celebrarlo con l’importanza che merita, per quello che ha saputo fare e che farà ancora. Per il prossimo anno non è certo che rimanga ancora alla Torres, si sono fatte avanti società di categoria superiore per assicurarsi le sue prestazioni. Tutto è probabilmente legato al futuro della squadra sassarese. Intanto gli algheresi potranno incontrare il giocatore nella serata di sabato 17 giugno alla palestra “La Cunetta”, per le premiazioni del trofeo “Piccoli Delfini”, organizzato dalla società "Nettuno" di Alghero, dove, per la prima volta in città, saranno premiati personaggi del calcio locale, che operano con dedizione particolare, senza mai apparire.
Nella foto Massimo Demartis con i giovani calciatori della “Nettuno”
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