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Antonio Sini 6 luglio 2006
Se l´Italia vince il mondiale, amnistia per calciopoli?
Pervade la voglia di giustizialismo, più che di giustizia, e il vento che tira non è dei migliori. Ma c’è un “se” che bisogna tenere a mente: cosa succederà se l’Italia vincesse i mondiali?


ALGHERO (Forum) - Non possiamo esimerci dall’analizzare una situazione che contrasta con il sentimento diffuso di voglia di mondiale, che trascina come un fiume in piena tutti, calciofili e adepti dell’ultima ora. Nella nazione con 52 milioni di C.t., ognuno ci mette del suo, per analizzare un fenomeno che coinvolge e appassiona. Tutti accomunati nel delirio-calcio, viviamo con certo distacco quello che avviene allo stadio Olimpico di Roma: il processo al mondo del calcio italiano. Ma è pura finzione, per ora. Nel giorno in cui La Caf ha chiesto la serie C per la Juventus, la serie B per Milan, Lazio e Fiorentina per lo scandalo di Moggiopoli (e prima che la Nazionale zittisse ottanta milioni di tedeschi vincendo a Dortmund), si continua a dire che «tutti sapevano quello che accadeva». Tutti cercavano di trarre dei vantaggi da quella situazione? Oggi, forse, trovato il capro espiatorio, si nota un moralismo e un perbenismo che fa sorridere. Giornalisti - pennivendoli compresi. Ma irrita ancora di più chi fa la voce grossa e parla di «complotto politico». A parlare non sono stati due ubriachi al bar, ma le intercettazioni telefoniche chilometriche, le disquisizioni di tanti personaggi che hanno gettato melma nauseabonda sul calcio italiano e ha fatto arricciare il naso oltr’alpe. Non è stato un fenomeno di bulli, di spocchiosi che così si comportavano perché pervasi dall’onnipotenza. Si parla di “sistema”, cioè di un’organizzazione ramificata che ha condizionato, a detta degli inquirenti, lo svolgimento normale e legale dei campionati di calcio. Certo è che viene difficile pensare che professionisti come Buffon, Cannavaro, Zambrotta, Camoranesi, Del Piero, Thuran, Trezeguet, (tutti giocatori in finale al mondiale), avessero bisogno di “apripista” per vincere. Ma così stanno le cose e la Juve rischia di perdere tutti i giocatori in caso di retrocessione in C1, o la loro svalutazione al 90percento. Allora, cosa fare? Fare pulizia è giusto, e bisogna ritrovare i veri valori dello sport, ma le cose vanno analizzate serenamente e con attenzione, cosa che purtroppo con i tempi imposti dalla Caf non sarà. Pervade la voglia di giustizialismo, più che di giustizia, e il vento che tira non è dei migliori. Ma c’è un “se” che bisogna tenere a mente: cosa succederà se l’Italia vincesse i mondiali? La voglia di amnistia è tanta, e sempre c’è stata in caso di vittoria di un Mondiale dell’Italia. Ma la politica, il palazzo che rumoreggia, impone una riflessione: siamo veramente convinti che si faccia il bene del calcio italiano, amnistiando tutti gli attori di questo scandalo? E’ giusto slegare le responsabilità dei dirigenti da quella delle società di appartenenza? Va a finire che a pagare saranno pochi capri espiatori, immolati sull’altare della giustizia sportiva ingiusta. Siamo altrettanto convinti che quando verrà sbollita la sbornia Mondiale, in tanti, scenderanno in piazza a manifestare il loro dissenso, quando ci saranno i verdetti di retrocessione, della quale cosa non dubitiamo. Alla fine però siamone certi, per certi versi ci sarà da otturarsi il naso.

Nella foto un vecchio pallone
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