Licenziati in tronco e rimpiazzati: protestano gli ex lavoratori di Villa Segni
Licenziati in tronco quetsa mattina hanno isncenato un´azione di protesta i dipendenti ex Seledata che lavoravano nel centro psichiatrico di Maria Pia
ALGHERO - Hanno indossato i camici da lavoro e come ogni mattina sono andati a prendere servizio. Ma i dieci dipendenti della società Seledata, fino a ieri impegnati nel centro psichiatrico di Villa Segni, oggi hanno trovato altri lavoratori al loro posto. Licenziati in tronco con appena dieci giorni di preavviso dalla società che aveva in carico dalla Azienda sanitaria n.1 l’appalto per i servizi di ristorazione, pulizia e lavanderia nella comunità terapeutica di Maria Pia, sono stati rimpiazzati su due piedi. Per la giornata di oggi i pasti sono arrivati a Villa Segni già confezionati e per la pulizia del centro la Asl sassarese si è affidata alla Cooperativa Multiservizi di Verona che già cura alcuni appalti nelle istituzioni sanitarie della provincia. Mentre all’esterno dei cancelli di Villa Segni, i dieci operatori licenziati in seguito al disimpegno di Seledata, con cartelloni e striscioni, hanno dato vita ad una pacata manifestazione di protesta: «Rimarremo qui ad occupare pacificamente la struttura fino a quando non otterremo una risposta sul nostro posto di lavoro che ci è stato tolto da un giorno all’altro - hanno sottolineato - Sono nove anni che lavoriamo a Villa Segni e abbiamo maturato tutti una certa professionalità, a stretto contatto con situazioni delicate all’interno del centro che ospita pazienti psichiatrici». La speranza di riprendere a lavorare quanto prima è appesa ad un filo. Si confida nell’esito di un confronto tra sindacato, Azienda Sanitaria, e la società Seledata, previsto per il 18 luglio nella sede dell’Ufficio provinciale per il lavoro. «Abbiamo già chiesto alla Asl che il personale di Villa Segni venga riassorbito nell’organico di altre società o cooperative appaltanti che collaborano per la gestione dei servizi nelle strutture sanitarie – ha detto Maria Giovanna Mela, responsabile della segreteria provinciale di Fisascat Cisl - noi ribadiamo che venga salvaguardato il posto di lavoro di questi operatori. Non importa in quale società o cooperativa verranno inseriti, purchè si trovi una soluzione. Ma non comprendiamo perché, primo giorno di licenziamento, la Asl abbia fatto arrivare dall’esterno degli ulteriori addetti ai servizi di pulizia senza interpellare il personale in uscita con la Seledata».
nella foto la protesta di questa mattina
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