«Era finito un ciclo - dichiara il tecnico- ed era arrivato il momento di cambiare per maturare nuove esperienze. Oggi ho un gruppo di giocatori che lavorano sodo, sono molto professionali»
ALGHERO - Carmine Nunziata tecnico dell’Alghero mette sotto torchio i suoi ragazzi. Due sedute di allenamento al giorno, si è passati dal lavoro pesante del fondo alla tecnica e alla reattività. L’Alghero è costretta a emigrare a Santa Maria la Palma, una solfa che si ripete e pare proprio non abbia fine nell’immediato. La maggior squadra di Alghero non ha un campo di gioco sul quale prepararsi e fare allenamento. Si potrebbe obiettare: ma cosa sarà mai andare a Santa M.La Palma? Ebbene ci sono tutta una serie di spostamenti che richiedono una discreta organizzazione. Spostare la biancheria da lavoro, spostare gli attrezzi di allenamento, i palloni, i giocatori (non tutti dispongono di mezzo proprio), insomma non è proprio il massimo. L’Alghero diventa il “solito” caso, e non c’è all’orizzonte lo straccio di una soluzione. Ma Nunziata, non bada al disagio, ha in mente la partita di domenica di Coppa Italia contro l’Arzachena, squadra che ha allenato fino a poco tempo fa. Alla fine del lavoro mattutino lo avviciniamo, mentre si accende la solita sigaretta “scaccia tensione”:
Mister, Domenica arriva l’Arzachena…
«Certo arriva la mia ex squadra, con la quale ho trascorso tre anni molto belli, dove ho trovato un presidente, Dettori, davvero eccezionale, stesso giudizio per lo sponsor Demuro e il vice presidente Dettori (stesso cognome). Ad Arzachena era finito un ciclo, ed era arrivato il momento di cambiare per maturare nuove esperienze».
Vorrà vincere la partita?
«Io voglio vincere anche le partite amichevoli, sempre, figuriamoci in Coppa Italia».
Come sono i ragazzi ? Come hanno preso lo slittamento del campionato a data da stabilirsi?
«I ragazzi dopo due mesi di lavoro intenso vogliono la partita, quella vera che vale tre punti. Ecco la Coppa Italia arriva al momento giusto per rompere la tensione accumulata con il solo lavoro sul campo senza avversari».
A che punto è arrivato il lavoro di preparazione?
«Stiamo abbandonando i carichi di lavoro per cominciare a puntare sulla velocità e la reattività. Ho un gruppo di giocatori che lavorano sodo, sono molto professionali».
Quali sono le sue aspettattive?
«Sono molto fiducioso, lavoro e vedo che i ragazzi rispondono con entusiasmo, questo fa sentire meno la fatica e si accettano volentieri anche i rimproveri, pochi per la verità».
Manca qualcosa nell’organico, secondo Lei all’Alghero?
«E’presto per dirlo, queste sono risposte che da il campo, potrei dire che va bene, ma è il caso di aspettare, ancora qualche settimana di pazienza e si vedrà si siamo carenti n qualche reparto».
Due nuovi arrivi, mister Nunziata, il portiere Taurino, un fuori quota e il giovane Jaques. Cosa può dire?
«Nulla, aspetto le prove sul campo, sono giovani interessanti, non c’è dubbio, ma una cosa è valutare i giovani in partite amichevoli altro è vederli all’opera con la tensione agonistica».
Cosa c’è nel futuro dell’Alghero mister Nunziata?
«Per ora, e guardiamo al domani, c’è la Coppa Italia, c’è l’Arzachena, vogliamo far bene, abbiamo l’esordio fra una tifoseria che aspetta ansiosa. Vogliamo iniziare il campionato con almeno tre, quattro partire nelle gambe, chiaro che per far ciò bisogna passare il turno, e non sarà facile. Spero di avere tutti i giocatori disponibili, compreso Dussou febbricitante e Pinceli e Martinez infortunati».
Una stretta di mano e Nunziata va via. Tecnico dal grande carisma, nonostante la giovane età, dimostra di essere uomo di calcio e di saper trasmetter il suo “credo” calcistico. Sa di avere fra le mani una squadra che potrebbe riservare sorprese, lavora in questa direzione, ma è ben conscio che per poter ambire a traguardi importanti ci vogliono almeno tre componenti fondamentali: un gruppo di giocatori motivati, ambiente societario che vuol fare bene e un pubblico al proprio fianco, uomo in più in campo.
Nella foto Carmine Nunziata tecnico dell’Alghero
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