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Cor 27 settembre 2006
Il "Festival delle Province" alla conquista del Forte di Alghero
Domani, per il progetto Minoranze linguistiche, alle 21.15 al forte della Maddalena di Alghero si terrà il concerto di Franca Masu e Maire Occitan


ALGHERO - «Siamo fieri della nostra identità, delle nostre tradizioni, delle nostre capacità produttive più caratteristiche. E perché questi elementi diventino un veicolo di promozione e di sviluppo, sia sul piano culturale che economico, crediamo che sia fondamentale il confronto con quello che hanno da raccontarci altri territori attraverso la loro musica, il loro teatro, i loro prodotti alimentari e artigianali». Il presidente della Provincia di Sassari, Alessandra Giudici, spiega così il senso del “Festival delle Province”, la kermesse itinerante dedicata alla valorizzazione su tutto il territorio nazionale delle tradizioni culturali popolari. Giunto alla sua sesta edizione, ieri il Festival delle Province è sbarcato per la prima volta anche in Sardegna. Grazie all’adesione della Provincia di Sassari al progetto messo in piedi da un comitato di cui fanno parte anche altre sedici Province italiane e l’associazione culturale Slow Food, la manifestazione che ha aperto i battenti lo scorso 13 luglio a Torino è arrivata nel nord-ovest Sardegna per presentare una serie di spettacoli e di iniziative che hanno come tema centrale “Il teatro e la musica nella cultura popolare”. Ieri la prima puntata, dedicata al confronto enogastronomico tra Sardegna e Piemonte, è andata in scena nel palazzo della Frumentaria. «La possibilità di ospitare questo evento inaugurale è l’occasione migliore per dimostrare il nostro sostegno a un’iniziativa con cui la Provincia di Sassari getta le basi per un’operazione culturale che punta a rilanciare il territorio attraverso il recupero della propria identità, di tutto ciò che lo caratterizza», ha affermato il sindaco di Sassari, Gianfranco Ganau, nel corso della breve cerimonia di apertura. E proprio «la scelta dell’amministrazione provinciale di puntare con decisione sulle potenzialità tipiche di quest’area ci ha spinto ad accettare con entusiasmo la richiesta di adesione formulata», ha spiegato l’assessore provinciale alla Cultura della Provincia di Torino, Valter Giuliano, che presiede il comitato del Festival delle Province. «Nonostante la lunga lista d’attesa – ha proseguito Giuliano – abbiamo scelto Sassari proprio perché ci pare evidente lo sforzo compiuto per preservare il forte legame con la tradizione e l’intenzione di rinnovare e valorizzare questo legame anche oltre i confini territoriali». Perché se davvero la cultura popolare deve diventare un veicolo di promozione di un territorio e del suo modo di essere, «occorre uscire dal proprio orticello e accettare una sfida come quella proposta dalla formula di questo festival, che ci consente di ospitare qui realtà artistiche d’oltre Tirreno e di farci rappresentare altrove dai migliori alfieri del nostro patrimonio culturale tradizionale», come ha evidenziato l’assessore provinciale alla Cultura, Sergio Mundula. L’incontro ha poi lasciato il posto a una simpatica degustazione di prodotti tipici isolani e piemontesi e alla messinscena dello spettacolo “La tavola – la cucina del teatro”, divertente e coinvolgente performance teatrale ideata da Antonio Damasco, direttore artistico del Festival, e interpretata da Silvia Edera e Francesca Bodanza, del Teatro delle Forme di Torino. Per il secondo appuntamento il Festival si è spostato a Castelsardo, dove il suggestivo scenario del castello dorico è stato scelto come palcoscenico de “Historia perduta dell’odio e dell’amore”, una rappresentazione teatrale sul tema Festa e Rito. Domani, per il progetto Minoranze linguistiche, alle 21.15 al forte della Maddalena di Alghero si terrà il concerto di Franca Masu e Maire Occitan, mentre venerdì per il gran finale si andrà in uno dei centri simbolo dell’entroterra sassarese, a Burgos, dove per il tema Contaminazioni verrà presentata un’inedita performance musicale a tinte “identitarie” della Orchestra Jazz della Sardegna.

Nella foto Franca Masu
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