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Marcello Moccia
28 ottobre 2006
A lezione con Gianfranco Zola Io c'ero!

SASSARI – Ore 17.45, aula magna della storica sede dell’ateneo sassarese. Niente lezione di diritto, filosofia o statistica. Tanto meno sessioni d’esame o di laurea. In calendario c’è un dibattito dal titolo “Parole in campo. Valori, personaggi e storie del pallone”. Redige professor Gianfranco Zola coadiuvato dall’inviato speciale di Repubblica Gianni Mura accompagnati dal moderatore Francesco Pinna, giornalista del quotidiano La Nuova Sardegna. Nessun problema per il quarto d’ora accademico, e qualcosa di più, concesso dagli interlocutori. L’aula magna è piena zeppa come solo si vede in occasioni delle discussioni delle tesi di laurea. Se poi a parlare c’è Magic Box - il calciatore italiano che ha avuto più successo all’estero imponendo il suo stile proprio in quell’Inghilterra che si considera la culla del pallone - il tutto esaurito è assicurato. L’argomento abbraccia gli ultimi mesi del calcio italiano condito di scandali, retrocessioni d’ufficio, penalizzazioni, scudetti a tavolino passando al rispetto e delle regole e chiudendo con l’informazione legata allo sport. A fare la parte del leone è stata l’argomentazione riguardante lo scandalo estivo. «Per chi ha sempre creduto come me nel calcio e nei valori della vita – ha affermato Gianfranco Zola - la miscellanea di avvenimenti affiorati da maggio in poi mi colpiscono profondamente. Tutto quello che è emerso ha infangato lo sport in toto. E’ una pagina nera della nostra disciplina sportiva preferita. Personalmente continuo a credere in un calcio pulito e leale dove ovviamente ci sono e ci saranno i vincitori e vinti i quali giocheranno lealmente mettendo in campo tutto il loro bagaglio a disposizione ma senza barare». Ma forse qualche strana voce circolava già quando Zola si distingueva per bravura e cortesia in campo. «All’epoca ho sempre diffidato però è innegabile che le intercettazioni abbiamo fugato qualsiasi dubbio. E’ giusto che le mele marce paghino. Il calcio necessita dei valori più veri che gli si addicono». Anche Gianni Mura non ha usato mezze misure in un excursus tra calciopoli e business che avvolge il calcio. «Siamo quasi alla deriva di un calcio dove si dice tanto di portare padre, madre e bambini allo stadio e poi i bambini accompagnano i giocatori per mano dagli spogliatoi al centrocampo. Debellato calciopoli, il calcio tornerà a diventare lo sport più bello del mondo solo se sarà eliminato tutto il business che vi è intorno». Com’è il binomio sport e informazione? «Trasformato ma non sempre verso il meglio – prosegue Zola. La tv non deve essere urlata né ancor meno orientata verso la ricerca assoluta dello scoop». Toccante il discorso tra il giornalista di genitori sardi (Ghilarza ndr) e Magic Box sulla visita alle macerie di Sarajevo nel corso di una trasferta della nazionale di dieci anni fa. «La vera prima pagina se la meritavano quei bambini ignavi di tutto. Pure questo è un motivo perché il calcio si allontana dalla gente». Lezione di vita firmata Gianfranco Zola.
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