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Olbia 24notiziealgheroAmbienteAmbiente › Siti e portate, impianto alla sbarra. San Marco: autorizzazione negata
A.B. 9 dicembre 2015
Siti e portate, impianto alla sbarra
San Marco: autorizzazione negata
Al primo rinnovo dell'autorizzazione allo scarico del depuratore (imposto per legge) saltano fuori le numerose criticità sempre evidenziate negli anni non solo da Abbanoa. L'impianto è sottodimensionato e scarica in zona sensibile: lo certifica la Provincia che richiama i dati reali d'impianto (fino a ieri autorizzato a 77500 abitanti equivalenti)


ALGHERO - «Diniego dell'autorizzazione allo scarico nel corpo recettore e riutilizzo a fine irriguo delle acque reflue provenienti dall'impianto di depurazione sito in località San Marco nel comune di Alghero». La firma del documento è del dirigente del Settore Ambiente della provincia di Sassari Antonio Zara, datato 3 dicembre ed inviato al gestore unico Abbanoa, al Consorzio di Bonifica della Nurra, all'Arpas, al Distretto idrografico ed al Servizio igiene e Sanità pubblica dell'Asl, oltreché al Noe dei Carabinieri, alla Guardia di Finanza ed alla Procura della Repubblica. Un atto potenzialmente in grado di creare un nuovo terremoto politico-amministrativo, perchè conferma gravi vizi connessi alla realizzazione del discusso impianto di depurazione della città.

Nel documento, infatti, sono chiaramente richiamate alcune gravi criticità strutturali gravanti sull'impianto già oggetto di problemi in passato e connessi (probabilmente) ai disservizi ed alle anomalie della stessa rete idrico-fognaria evidenziate negli anni. C'è di più: è dall'entrata in funzione del nuovo impianto che è esploso il drammatico problema della "marea gialla", certamente favorito dall'abnorme scarico di acque reflue sul Calich. Compare il dimensionamento dell'impianto a 77500 abitanti «mentre nella determinazione per il rilascio del parere di conformità si assumeva come base di calcolo una popolazione pari a 92500 abitanti equivalenti»; ed ancora, per quanto attiene al riutilizzo, «la necessità di rivedere il Piano di gestione alla luce del mancato riuso e soprattutto in considerazione delle difformità con cui avviene la miscelazione dei reflui affinati».

Non basta. Il documento parla dell'«esigenza improcrastinabile di una nuova valutazione dell'attuale compatibilità a ricevere le acque reflue del corpo recettore»; richiama alcune relazioni ed istruttorie tecniche dalle quali si evince un «sottodimensionamento dell'impianto non soltanto dal punto di vista idraulico»; sottolinea «le criticità in cui versa il corpo recettore rio Filibertu, affluente del Calich, individuato come area a tutela Sic e Zps e oasi permanente di protezione faunistica»; ed evidenzia «le problematiche derivanti dal sistema fognario-depurativo, compreso l'utilizzo improprio di sfioratori ed il non chiaro funzionamento delle vasche di polmonazione e/o prima pioggia». Ad aggravare la situazione, si considerano anche due fuori norma accertati da Arpas sui parametri di E. coli e del Fosforo totale.

Insomma, la Provincia mette un vero e proprio macigno sulla scelta del passato d'insediare il depuratore a San Marco ed all'atto di rinnovarne l'autorizzazione allo scarico - si tratta della prima richiesta in tal senso considerato che, per legge, il rinnovo deve avvenire ogni cinque anni (la prima è datata 2011) - sottolinea la mancanza delle condizioni minime necessarie alla base della nuova autorizzazione. Obbligando così il titolare dell'impianto (Abbanoa) a presentare una nuova istanza corredata dalla relativa documentazione, che ormai dovrà necessariamente basarsi sui dati d'impianto per quanto attiene le portate reali. Scarichi che, probabilmente, sarà difficile ri-autorizzare sul Rio Filibertu se non in presenza di una dettagliata valutazione d'impatto ambientale.

Posto che l'idea già emersa in più occasioni alla presenza dello stesso distretto Idrografico rimane quella di dirottarli altrove. Il tutto, infatti, avviene con il sindaco di Alghero Mario Bruno che, dopo aver interessato della delicata situazione la Magistratura con un esposto-denuncia, ha chiesto ed ottenuto che la delicata questione fosse presa in carico dall'assessore regionale ai Lavori Pubblici [LEGGI] Paolo Maninchedda, che nelle scorse settimane aveva sostanzialmente dato il via libera all'individuazione di nuovi scarichi da parte di tutti gli enti a vario titolo competenti nella gestione delle acque [LEGGI]. Progettazione che si somma allo sblocco dei lavori per la sistemazione dello scarico del "Solaio" [LEGGI], al riavvio dei operazioni per la realizzazione del quarto sedimentatore [LEGGI], oltre alla mappatura completa degli sfiori a mare ed alla definitiva messa in funzione dei chiacchierati vasconi di Piazza Sulis, Piazzale della pace, Mariotti e San Giovanni.
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