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L'assessore
Dr. Emilio Pani 28 giugno 2003
Chi non aderisce al fermo perderà gli indennizzi
L´assessore regionale all´ambiente scrive al sindaco di Alghero, all´associazione di pescatori Banchina Millelire, all´associaizone Mare Vivo e all´Ufficio Circondariale Marittimo per fare chiarezza sulla decisone presa in merito al fermo biologico


Ritengo opportuno richiamare l´attenzione dei soggetti in indirizzo sugli adempimenti relativi all´attuazione del fermo biologico 2003, con particolare riferimento alla richiesta di deroga manifestata da parte degli operatori del settore. La riunione tenutasi presso il Comune di Alghero in data 14 febbraio u.s. Ha costituito la presa d´atto della volontà della marineria di Alghero a non aderire al fermo di pesca 2003, programmato per l´inizio del mese di marzo per le imbarcazioni della pesca artigianale con attrezzi fissi per tutti i compartimenti della Sardegna. In tale prospettiva ho dato la mi assicurazione ad operare confortato dalla previsione di legge (l´art. 1, 3° comma Legge 34/1998) in forza del quale il fermo può essere obbligatorio. A tale orientamento sono stato convinto dalla situazione sociale ed economica rappresentata dai pescatori (poche giornate di lavoro esercitate per condizioni meteo marine avverse, bilanci d´impresa ed esigenze familiari particolarmente gravose). Motivate perplessità di ordine biologico e di merito sono state manifestate sulle possibilità di poter disporre, così come richiesto dai pescatori, di una sospensione dell´attività di pesca per il periodo autunnale e dell´erogazione degli indennizzi.
Ho ritenuto doveroso, anche se conosciuto negli orientamenti, sottoporre lo specifico argomento (deroga alla disciplina generale già approvata) al Comitato Tecnico della Pesca, considerando che il decreto impositivo del fermo è emanato dall´Assessore sulla base dei dati della ricerca sentito il Comitato Pesca (art.1, comma 4° della legge 34).
Inoltre, sovvertendo l´impressione di unitarietà e unanimità avuta nell´incontro di Alghero, parte della stessa marineria (n° 23 imprese) ha manifestato con atto formale la volontà di voler aderire alla regolamentazione generale del fermo stabilito con decorrenza 1° marzo.
Il Comitato Pesca ha espresso parere contrario all´adozione della deroga richiesta motivando sia per ragioni di ordine biologico (la pesca nell´area geografica di Alghero comporta negativi effetti sull´attività delle marinerie contermini) e sia per ragioni equitative nei confronti delle altre marinerie della Sardegna che sarebbero indotte a formulare analoghe richieste e soprattutto della parte della marineria di Alghero favorevole ad interrompere l´attività a partire dal 1° di marzo. Da ciò anche il contrario avviso ad intervenire con apposito decreto di sospensione dell´attività nel periodo autunnale, che non ha alcuna giustificazione di ordine biologico secondo la finalità prevista nella stessa legge 34.
Eliminare la sospensione continuativa di 45 giorni in prospettiva di ottenere effetti positivi sulla ricostruzione delle risorse ittiche, significa per l´appunto modificare gli obiettivi e modalità di attuazione della stessa legge. Anche di tale possibilità si è discusso nella riunione del 14 con la previsione di apposito emendamento cui è seguito anche l´impegno per l´esame e l´approvazione nel d.d.l. Finanziaria, della competente Commissione Consiliare, espresso a nome del Presidente. La discussione sulla possibile adozione della deroga si è ulteriormente ampliata negli ultimi giorni sia con valutazioni di ordine politico (presentazione di apposite interpellanze) sia con la presa di posizione della stessa categoria (comunicati delle organizzazioni) che hanno confermato l´esigenza di mantenere un quadro unitario delle misure di cui si è discusso.
Tutto ciò premesso ritengo di dover conclusivamente ribadire i seguenti principi:
- La possibilità di sperimentare un fermo non obbligatorio che consenta l´attività di pesca nell´area geografica di Alghero deve essere traguardato;
Con la posizione dell´altra parte della marineria di Alghero che intende osservare il fermo;
Con le attività future di pesca, legate all´osservanza del fermo, da parte delle marinerie contermini;
Dalla presa d´atto da parte delle imprese che intendono proseguire l´attività di pesca che non conseguirà alcun provvedimento di fermo ad hoc nel periodo autunnale e la conseguente impossibilità di erogare le indennità di legge.
A ciò si deve aggiungere la valutazione politico istituzionale del problema sollecitato dall´interpellanza prima richiamata, con specifica informativa alla Giunta Regionale.
Alla luce di quanto sopra e in attesa di definire le determinazioni da assumere nella prossima settimana è necessario:
- Che si dia corso alla consegna dei documenti presso l´ufficio Circondariale Marittimo di Alghero, e presso gli altri di riferimento, della documentazione di bordo specificando, da parte di chi intende lavorare, che la consegna è fatta con riserva circa la possibile prosecuzione dell´attività secondo quanto potrà essere autorizzato dall´Amministrazione Regionale, senza diritto all´ottenimento di indennizzi.
La capitaneria di Porto di Alghero ha pregato di voler tenere aggiornato lo scrivente Assessorato in ordine alla presentazione delle domande (secondo le diverse opzioni prima richiamate).
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