Il Consiglio dei Ministri ha deliberato il commissariamento delle Regioni Sardegna, Toscana, Emilia-Romagna e Umbria che non hanno ancora approvato i rispettivi piani di dimensionamento per il prossimo anno scolastico
CAGLIARI - Il Consiglio dei Ministri ha deliberato il commissariamento delle Regioni Sardegna, Toscana, Emilia-Romagna e Umbria che non hanno ancora approvato i rispettivi piani di dimensionamento per il prossimo anno scolastico. Lo fa sapere il ministero dell'Istruzione ricordando che il dimensionamento rientra tra le riforme previste dal Pnrr, definite dal precedente Governo, con l'obiettivo di adeguare la rete scolastica alla popolazione studentesca. Il mancato rispetto di questo adempimento mette a rischio le risorse già erogate. Da quanto si apprende, la misura riguarda la riorganizzazione amministrativa e non comporta la chiusura di plessi scolastici.
«Il commissariamento da parte del Governo è una scelta sbagliata e noi riteniamo valide le nostre motivazioni che ci hanno portato ad applicare criteri più appropriati alla realtà sociale e geografica della Sardegna e a sospendere gli accorpamenti previsti perché li abbiamo sempre ritenuti assolutamente inopportuni», è quanto dichiara la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, rispondendo ad una domanda in merito al commissariamento del Governo nei confronti delle Regioni rette dal centrosinistra che si sono opposte ai nuovi dimensionamenti delle autonomie scolastiche.
«Il dimensionamento proposto dal Governo – continua Todde – penalizzava la Sardegna e proprio per questo la nostra giunta ha adottato nei mesi scorsi una delibera basata sui numeri concreti e sulle esigenze dei territori per difendere le nostre scuole e il futuro dei nostri studenti. Il nostro obiettivo era di considerare solo accorpamenti amministrativi mirati a garantire un’organizzazione sostenibile senza gravare su studenti, famiglie e docenti, evitando di chiudere alcun plesso scolastico». «La scuola sarda – conclude Todde – merita rispetto e risorse, non risparmi e tagli burocratici. La Sardegna non sarà la regione con l’indice di dispersione scolastica tra i più alti d’Italia e le nostre aree interne meritano rispetto e dignità. Faremo tutto ciò che è in nostro potere per continuare a tutelare il diritto all’istruzione nella nostra Isola. Il futuro dei nostri giovani è una priorità assoluta della Giunta regionale e della maggioranza che la sostiene».
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