Tra gli elementi che hanno inciso sulla scelta dell’amministrazione c’è una novità introdotta dalla normativa nazionale, collegata alla manovra finanziaria, che prevede che una quota pari al 30% del maggior gettito derivante dall’aumento dell’imposta sia destinata a due fondi statali
BOSA - Dal 1° marzo 2026 entreranno in vigore a Bosa le nuove tariffe dell’imposta di soggiorno, aggiornate per l’esigenza di garantire servizi adeguati al turismo. Negli ultimi anni i flussi turistici a Bosa sono in costante crescita grazie a una offerta che unisce il richiamo del mare e delle spiagge, la cultura, la storia, l’arte e le tradizioni del territorio.
L’imposta di soggiorno, per sua natura, è uno strumento che consente di far contribuire chi soggiorna sul territorio al finanziamento dei servizi di cui beneficia, evitando che tali costi ricadano esclusivamente sui residenti. I costi aggiuntivi a carico dell’amministrazione comunale per poter garantire ai visitatori e ai cittadini servizi essenziali riguardano: pulizia e decoro urbano, con maggiori interventi stagionali; raccolta e smaltimento rifiuti, potenziati nei periodi di punta; manutenzione di strade, aree pubbliche, accessi e percorsi turistici; valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale.
Tra gli elementi che hanno inciso sulla scelta dell’amministrazione c’è una novità introdotta dalla normativa nazionale, collegata alla manovra finanziaria, che prevede che una quota pari al 30% del maggior gettito derivante dall’aumento dell’imposta sia destinata a due fondi statali.
Questa disposizione rappresenta una criticità concreta per i Comuni turistici, perché riduce la parte di risorse che rimane effettivamente disponibile sul territorio per: mantenere standard adeguati di servizi; intervenire sul decoro e sulla manutenzione; migliorare l’accoglienza e la qualità dell’offerta turistica.
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