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Cor 12:03
Terre civiche, Punta Giglio Libera diffida il Comune
L’Associazione Punta Giglio Libera – Ridiamo Vita al Parco APS ha inviato oggi una formale diffida al Comune di Alghero in merito alla Deliberazione del Consiglio Comunale n. 61 del 15 luglio 2026, relativa al trasferimento dei diritti di uso civico da diverse aree alla Pineta litoranea di Maria Pia



ALGHERO - Al centro della contestazione c’è la pubblicità dell’atto e la possibilità per i cittadini di conoscere integralmente la documentazione posta alla base del procedimento. Secondo quanto riscontrato dall’Associazione, la pubblicazione telematica della deliberazione, chiusa il 17 agosto 2026, non avrebbe consentito una piena e contestuale conoscenza di tutta la documentazione necessaria per comprendere l’operazione. Il problema è semplice: come può un cittadino presentare osservazioni consapevoli se non ha la possibilità di conoscere integralmente gli atti e la documentazione sulla quale si fonda il trasferimento? L’accesso agli atti ottenuto successivamente dalla nostra Associazione non può sostituire la pubblicità istituzionale rivolta alla generalità dei cittadini».

La vicenda presenta inoltre alcuni elementi della documentazione tecnica che, secondo l’Associazione, meritano un’attenta verifica da parte dell’Amministrazione prima della prosecuzione dell’iter. Per ragioni di chiarezza e di corretta informazione, l’Associazione ritiene tuttavia opportuno che siano gli uffici competenti a verificare nel dettaglio tali aspetti e a fornire ai cittadini i necessari chiarimenti. Punta Giglio Libera chiede inoltre che il Comune chiarisca la base normativa e pianificatoria sulla quale si fonda l’operazione, anche in relazione agli strumenti comunali richiamati nella deliberazione e alle precedenti vicende amministrative riguardanti le terre civiche. Con la diffida, Punta Giglio Libera chiede al Comune di verificare formalmente la completezza della pubblicità effettuata e accertare quali documenti siano stati effettivamente messi a disposizione dei cittadini. Qualora venga confermata l’assenza di documentazione essenziale, l’Associazione chiede di rinnovare la pubblicità e riaprire i termini per le osservazioni, affinché la partecipazione possa avvenire sulla base di una conoscenza completa degli atti.

L’Associazione chiede inoltre che, nelle more delle verifiche, non si proceda alle fasi successive del procedimento sulla base di un termine partecipativo la cui decorrenza non risulti validamente accertata.
«Non chiediamo scorciatoie e non contestiamo il diritto dell’Amministrazione di assumere le proprie decisioni. Chiediamo semplicemente che una decisione che riguarda beni soggetti a uso civico sia portata a conoscenza dei cittadini in modo completo e trasparente e che sia garantita una reale possibilità di partecipazione. Prima si conoscono gli atti, poi si osserva e si decide. Non il contrario». In assenza di un adeguato riscontro, l’Associazione si riserva di tutelare le proprie ragioni nelle competenti sedi amministrative e giudiziarie e di interessare gli organi regionali competenti in materia di usi civici.
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