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Cor 18:36
«Sport, fronte comune per la Sardegna»
Aldo Salaris (Riformatori sardi): serve un fronte comune per la Sardegna, l’insularità non può diventare una penalizzazione


CAGLIARI - «La vicenda della Catalana Baseball non riguarda soltanto una società sportiva e una controversia con la propria Federazione. Le parole che, secondo quanto denunciato dal presidente regionale FIBS Totoni Sanna, sarebbero state pronunciate da un esponente della Federazione nazionale durante una riunione del Consiglio federale – «purtroppo all’Italia sono state annesse la Sicilia e la Sardegna» – sono gravissime. Affermazione che, se confermata, offende la Sardegna e i sardi e che non può essere derubricata a una semplice battuta. La Sardegna va rispettata e tutelata, ogni volta che viene messa in discussione la sua dignità e quella delle sue comunità. Pensare alla Sardegna come a un problema logistico da gestire è una cultura che dobbiamo respingere con forza. La Sardegna non è un’eccezione da sopportare, è parte del Paese e ha diritto a condizioni che garantiscano realmente pari opportunità».

La vicenda della Catalana deve quindi diventare un’occasione per aprire una riflessione più ampia. L’insularità è una condizione permanente della Sardegna e deve essere affrontata con strumenti permanenti, anche nel mondo dello sport. Quanto accaduto alla Catalana non riguarda soltanto una singola società, ma coinvolge tutte le squadre sarde che ogni settimana devono affrontare trasferte, costi e difficoltà logistiche che le società del resto della penisola non conoscono allo stesso modo. E, proprio per questo, investe l’intero movimento sportivo sardo. Il nostro obiettivo deve essere quello di garantire che una ragazza o un ragazzo sardo possa competere, viaggiare e praticare sport senza che vivere su un’isola rappresenti, ancora una volta, uno svantaggio.

«Se la Catalana Baseball si è trovata nell’impossibilità di affrontare una trasferta e da quella situazione sono poi derivate conseguenze che hanno finito per compromettere la propria attività agonistica, allora dobbiamo fermarci a riflettere. Non si può pretendere di applicare lo stesso metro a territori che partono da condizioni oggettivamente diverse. La distanza geografica non può diventare una barriera per chi vuole semplicemente fare sport e competere. Su questo chiediamo a tutte le forze politiche sarde di fare fronte comune. L’insularità deve diventare un criterio permanente con cui valutare le decisioni che riguardano la Sardegna. Vale per i trasporti, vale per l’economia, vale per i servizi e vale anche per lo sport. La vicenda della Catalana ci ricorda, ancora una volta, che pari regole non significano necessariamente pari opportunità quando le condizioni di partenza sono diverse. Ed è proprio per questo che il principio di insularità deve trovare applicazione concreta, ogni giorno».
Commenti
3/9/2026
A denunciarlo sono i consiglieri comunali del centrodestra. Michele Pais (Lega): La conferma arriva direttamente dal Comune in risposta a una specifica istanza di accesso agli atti



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