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Olbia 24notiziesardegnaEconomiaLavoro › L´isola si ferma. Sardegna in piazza
Sara Alivesi 4 febbraio 2010
L´isola si ferma
Sardegna in piazza
30mila persone sono attese allo sciopero generale di venerdì a Cagliari indetto da Cgil, Cisl e Uil. Da Piazza Giovanni XXIII il corteo si riunirà a Piazza Yenne dove parleranno irappresentanti di enti, sindacati, associazioni, studenti e lavoratori


CAGLIARI - Cgil, Cisl e Uil ma anche Ugl e Confederazione sindacale (per la prima volta insieme); l’Anci (l’Associazione dei Comuni); l’Ups (Unione delle Province); la Scuola e l’Università; il Comparto Agricolo e Zootecnico, il centrosinistra al completo e parte della maggioranza isolana: queste le sigle, i movimenti spontanei e i settori organizzati che parteciperanno allo Sciopero Generale sardo di domani (venerdì) a Cagliari.

La Sardegna del lavoro, dell’istruzione, della politica sfilerà insieme nel capoluogo per una crisi che sta investendo l’assetto del sistema produttivo e sociale dell’isola. Tra le 20 e 30mila persone attese, 200 pullman e 1500 auto: i numeri dell’organizzazzione; 150 mila disoccupati reali, 11 mila con gli ammortizzatori sociali e 350 mila persone al di sotto della povertà: i numeri della disperazione.

«Si è di fronte all’alternativa tra regressione o progresso – si legge nel documento di Cgil, Cisl e Uil - serve coesione, unità e precise risposte dalla Giunta regionale e Governo sui problemi decisivi per lo sviluppo, il lavoro e le riforme». Le priorità individuate dalle sigle sindacali sono: un nuovo statuto per la Sardegna; il riconoscimento dello status di insularità; la riforma della Regione e l’attuazione del federalismo interno; un piano straordinario del lavoro; un sistema creditizio e finanziario; nuovi modelli di sviluppo. E poi ancora la ricerca, l’energia, l’ambiente e la mobilità, i temi del futuro sul quale puntare per rilanciare l’economia sarda.

Da Piazza Giovanni XXIII il corteo si riunirà a Piazza Yenne, "spazio storico" dell’ultimo grande sciopero del 2002. Là parleranno i segretari regionali della Cgil, Cisl e Uil, Enzo Costa, Mario Medde e Francesca Ticca; rappresentanti di Enti e Associazioni; e soprattutto lavoratori e studenti da ogni parte dell’isola a ricordare che c’è un presente da salvare e un futuro da salvaguardare per 1 milione e 600mila sardi.
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