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Red 14 luglio 2010
Crisi chimica: incontro urgente
Un incontro urgente col presidente della Regione, Ugo Cappellacci, per chiedergli di farsi «portavoce dell’istanza sostenuta dall’intero territorio, che non vuole la fine della chimica»


SASSARI - Un incontro urgente col presidente della Regione, Ugo Cappellacci, per chiedergli di farsi «portavoce dell’istanza sostenuta dall’intero territorio, che non vuole la fine della chimica». È la proposta su cui hanno convenuto questa mattina i componenti del Comitato per l’Area di crisi e alcuni sindaci del territorio.

Convocati in sala Angioy su richiesta dei tre esponenti locali delle sigle sindacali di categoria, i rappresentanti istituzionali, sociali ed economici del territorio hanno risposto all’appello del presidente della Provincia di Sassari, Alessandra Giudici, «in vista dell’incontro di Roma del prossimo 23 luglio, durante il quale il Ministero per lo Sviluppo Economico dovrebbe annunciarci l’indizione di un nuovo bando internazionale per l’acquisizione degli impianti utilizzati dalla Vynils», come hanno spiegato i tre promotori della riunione odierna, Giovanni Tavera della Uilcem Uil, Massimiliano Muretti della Filtcem Cgil e Luca Velluto della Femca Cisl.

Al di là di alcune defezioni dovute a problemi tecnici che non hanno consentito a tutti di ricevere la convocazione – effetto diretto dell’urgenza con cui l’incontro è stato richiesto e concesso – il territorio ha risposto all’sos lanciato dai sindacati per conto dei lavoratori che da cinque mesi occupano pacificamente l’isola dell’Asinara, ribattezzata “isola dei cassintegrati” dal sistema mediatico nazionale, che si è occupato a più riprese della vicenda.

«La chiusura definitiva della stagione dell’industria chimica potrebbe avere conseguenze nefaste per questo territorio, dove tra l’altro la crisi colpisce tutti i settori produttivi ed economici», è l’unanime constatazione di amministratori, sindacalisti e rappresentanti delle associazioni di categoria. Da Porto Torres potrebbe generarsi un terremoto che «coinvolgerebbe in tutta Italia oltre 22mila lavoratori», è la denuncia dei sindacati, secondo i quali «questo è il risultato di scelte nazionali poco condivisibili, dato che stiamo assistendo da parte del Governo alla totale rinuncia della chimica, che incomprensibilmente non è più considerata strategica per l’assetto economico e industriale del Paese».

Secondo il Nord Ovest Sardegna, «la politica deve riappropriarsi del proprio primato e imporre a Eni, di cui è azionista, di non guardare solo al proprio profitto, ma al rischio che l’Italia esca definitivamente di scena in un settore dell’industria in forte ascesa, soprattutto tra le grandi potenze economiche europee». E affinché il
messaggio giunga a Roma forte e chiaro, «Cappellacci, in un momento in cui tutto il territorio invoca l’unità e non guarda alle appartenenze politiche – è stato detto oggi – rappresenta con forza la nostra richiesta». Con un documento condiviso da Comitato per l’area di crisi e sindaci del territorio provinciale, al governatore verrà chiesto un incontro perché il presidente della Provincia e i rappresentanti istituzionali, sociali ed economici possano rivolgergli l’invito di persona.
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