Un nuovo Piano per l´occupazione per creare 40mila occasioni di lavoro in 4 anni. È la proposta che il capogruppo della Sinistra Sarda in Consiglio regionale, Luciano Uras, ha illustrato questa mattina in conferenza stampa
CAGLIARI - Un nuovo Piano per l'occupazione per creare 40mila occasioni di lavoro in 4 anni. È la proposta che il capogruppo della Sinistra Sarda in Consiglio regionale, Luciano Uras, ha illustrato questa mattina (lunedì) in conferenza stampa. «Il quadro normativo esiste già", ha affermato Uras, "con la Legge 20 del 2005, mai applicata. Noi proponiamo una legge di un solo articolo, in modo da rendere immediatamente operativo un Piano per il lavoro che funzioni davvero, intervenendo in tutti quei settori dove maggiore è la necessità di creare opportunità: scuola, formazione professionale, ricerca, università, ambiente e bonifiche, nuove tecnologie, agricoltura».
La dotazione finanziaria prevedrebbe 250 milioni di euro l'anno, per 4 annualità, di fondi regionali, oltre a circa 600 milioni di euro provenienti dallo Stato e dall'Unione Europea, più una partecipazione dei privati, per un totale di 2 miliardi di euro. «Non dimentichiamo che il tasso di disoccupazione è al 16,1%, mentre quello giovanile si attesta al 44%, il più elevato d'Europa. Ma, per colpa della politica o della burocrazia pubblica, siamo l'unica Regione italiana che non ha mai attuato la riforma del collocamento e dei servizi per l'impiego, con la conseguenza che non riusciamo neppure a spendere i fondi già disponibili, che poi tornano indietro».
Per l'esponente di Sinistra Ecologia e Libertà, da questo punto di vista, sarebbe possibile aggirare i vincoli del Patto di stabilità, modificandoli: «invece di dare priorità agli stipendi dei consiglieri regionali, dovremmo mettere in cima alla lista delle spese della Regione quelle relative alle politiche del lavoro, evitando la mannaia del Patto». «Da domani - ha quindi concluso Uras - in Consiglio si parlerà di riforme. Noi vogliamo partecipare attivamente al dibattito, purchè non si trasformi in salotto, mirando, invece, a capovolgere il sistema delle entrate fiscali, assegnandole direttamente alla Sardegna, senza il filtro dello Stato. Solamente in questo modo potremmo veramente intervenire sulle emergenze. Invece paghiamo ancora oggi il prezzo altissimo dell'immobilismo».
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