Lo ha dichiarato il Capogruppo in Regione del Gruppo Comunisti, La Sinistra Sarda e Rosso Mori, Luciano Uras, che riprende i dati Istat e si dice «preoccupato» della prossima manovra finanziaria regionale
CAGLIARI - «Oggi (giovedì) l’Istat ci comunica che in Sardegna nell’ultimo anno i disoccupati sono aumentati di 16 mila unità. Se il parametro di riferimento fosse quello relativo al II trimestre 2007 i disoccupati in più risulterebbero 36 mila. Un’intera città – tutta senza lavoro - della dimensione di Nuoro, e più grande di quella di Oristano in tre anni». Lo ha dichiarato il Capogruppo in Regione del Gruppo Comunisti, La Sinistra Sarda e Rosso Mori, Luciano Uras, che si dice «preoccupato» della prossima manovra finanziaria regionale.
«Una massa finanziaria contabile – tra assegnazioni statali e regionali – di circa 9 miliardi; 6,8 miliardi di risorse effettivamente disponibili, la metà delle quali già destinate alla Sanità; un debito che si avvicina ai 4 miliardi di euro, una massa di residui passivi che rischia di superare, e non poco, i 10 miliardi di euro, l’11% di disponibilità in meno del precedente esercizio. E nulla si sa sulle priorità di spesa, ovvero se si intende favorire gli interventi per sostenere occupazione e sviluppo, oppure se pioverà ancora una volta sul bagnato».
«Tutto ciò avviene - prosegue Uras - mentre le entrate regionali dovute ai sensi dello Statuto sono messe in discussione dal Governo nazionale, mentre permane una grave incertezza sulle modalità e i tempi di trasferimento delle risorse dalle casse dello Stato a quelle della Regione». Senza intenti polemici rassicura il consigliere regionale d'opposizione - che tuttavia si allinea all'allarme «che viene lanciato in modo ricorrente dal Sindacato dei lavoratori e dal mondo dei produttori, sia quello dell’agricoltura e dell’allevamento, che quello dell’artigianato e della industria medio-piccola .Non lasciamolo cadere nel vuoto».
Nella foto: Luciano Uras
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