Il 27 ottobre è in programma un apposito incontro tra la Regione e le Province. Successivamente sarà interpellata l’Anci per conoscere la posizione delle amministrazioni comunali
CAGLIARI - Regione, sindacati e rappresentanti dei lavoratori di Csl e Cesil si sono incontrati all’Assessorato del Lavoro per fare il punto sulla possibilità di ricollocazione dei dipendenti dei Centri servizi per il lavoro (fanno capo alle Province) e dei Centri servizi per l’inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati (gestiti dai Comuni). L’assessore regionale del Lavoro, Franco Manca, ha annunciato che entro la prima decade di dicembre sarà pronta un’ipotesi di intervento per la soluzione del problema, alla quale si stanno dedicando da settimane un gruppo di lavoro all’interno dell’Assessorato e l’Agenzia regionale per il lavoro.
«Non è una materia semplice – ha spiegato l’assessore Manca – ma pensiamo di aver individuato una strada percorribile. Pensiamo a una società con capitale pubblico, con il coinvolgimento di Regione, Province e Comuni, nella quale far confluire il personale di Csl e Cesil. A questa società verrebbe affidato il coordinamento dei servizi sul territorio, in materia di politiche attive per il lavoro».
Manca ha poi precisato che «non è ipotizzabile e neppure realistico pensare che questi lavoratori possano essere stabilizzati nella pubblica amministrazione senza concorsi: la Corte Costituzionale, di recente, si è espressa in maniera chiara e inequivocabile. Lo dico per sgombrare subito il campo da possibili equivoci. L’ipotesi da noi annunciata comporterebbe una modifica del testo della legge regionale 20/2005, dunque presuppone un doveroso passaggio in Consiglio regionale, dove ho percepito una certa sensibilità verso questo problema. Naturalmente bisognerà reperire le risorse finanziarie necessarie per garantire nel tempo servizi di qualità adeguati ed efficienti. Noi riteniamo di poterli portare avanti con le professionalità oggi presenti nei vari Centri dislocati su tutto il territorio isolano».
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