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S.A. 9 maggio 2011
Petrolchimico: Rudas dà la sveglia a Scarpa
La Cgil e il suo segretario territoriale Antonio Rudas chiede una presa di posizione dall´amministrazione comunale di Porto Torres e il suo sindaco Beniamino Scarpa


PORTO TORRES - Il territorio e la città di Porto Torres in particolare sono vicinissimi a un momento cruciale della loro storia industriale, ma pare che la consapevolezza di quanto sta per accadere sia minima. Dopo tre giorni dallo sciopero generale territoriale, è questo il commento del segretario Cgil di Sassari Antonio Rudas, che si è detto sorpreso dall'assenza del primo cittadino della città portuale alla manifestazione del 6 maggio. Mobilitazione che, tra i punti principali, poneva proprio la difesa dell'industria turritana.

«Tra qualche settimana – spiega Rudas – se non ci saranno novità l'Eni metterà fine alle produzioni attuali in cambio di una generica promessa sulla chimica verde che, per quanto sia da accogliere e favorire, si presenta più come un pretesto per mettere la parola fine ad un passato e presente travagliato che per aprire una nuova pagina sul futuro prossimo. In molti non hanno ancora ben compreso che la perdita di migliaia di posti di lavoro legati alla chimica di base produrrà un effetto domino di conseguenze devastanti sull'intera economia territoriale» che, secondo il segretario della Cgil, «farà piombare la città in una crisi paragonabile solo a quella che ha conosciuto nel dopoguerra, con effetti gravi e inediti su tutte le attività collegate, servizi artigianali e commerciali compresi».

In questo quadro sconfortante, dice Rudas, «la presa di posizione dell'amministrazione appare debolissima e poco convincente, mentre dovrebbe essere ferma e convinta, anzi dovrebbe essere di esempio verso le altre amministrazioni che pure abbiamo visto sfilare nel corteo di venerdì». «Come Cgil - dice - ribadiamo la nostra contrarietà alla cessazione delle attività esistenti e rivendichiamo una posizione chiara e netta da parte del sindaco e della sua amministrazione». «E ci chiediamo - conclude il segretario della Cgil provinciale – come si possa fare affidamento su una multinazionale che non ha mai rispettato un accordo, e che solo nell'ottobre del 2009 definiva 'strategico' il cracking per le produzione sarde, un soggetto che pur controllato dallo Stato non ha mosso un dito per favorire la soluzione della vertenza Vinyls, i cui operai ancora attendono di essere richiamati al lavoro».

Nella foto: Antonio Rudas
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20:08
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