I sindacati sardi chiedono ai ministri non solo visite pre-elettorali, ma segnali concreti sui problemi del lavoro e l’apertura di un confronto Governo-Regione-parti sociali
ALGHERO - «Alcuni tra i più autorevoli rappresentanti della politica nazionale e del Governo sono in questi giorni nell’Isola per la campagna elettorale. Non si discute questa necessità. Si deve però trovare modo e tempo affinché costoro, ma soprattutto i Ministri che hanno la responsabilità del governo, si presentino in Sardegna per dare un forte segnale di attenzione ai problemi del lavoro e per aprire un confronto con la Regione e le parti sociali».
Lo hanno dichiarato in una nota congiunta i segretari regionali dei sindacati Cgil Cisl e Uil che, piuttosto che le passerelle pre-elettorali, rivendicano un'azione più incisiva dei rappresentat dell'esecutivo nazionale per un asituazion esempre più drammatica dell'isola sul versante della crisi produttiva, industriale e della disoccupazione giovanile e di lunga durata.
Da tempo Medda, Costa e Ticca chiedono una verifica ai ministri delle condizioni di vita e di lavoro dei cittadini sardi. «Si tratta - dicono - di rendersi direttamente conto della crisi dell’industria, dell’agricoltura e dell’allevamento, dell’assenza di una strategia di rilancio dello sviluppo e di adeguate risorse finanziarie». «Salvo poi ripiegare sui soli viaggi della speranza, presso il Ministero dello Sviluppo Economico (!?), per tentare di risolvere le emergenze aziendali che rappresentano la punta dell’iceberg».
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