Mentre l’Arst, l’azienda che gestisce i trasporti in Sardegna, esulta per il risultato ottenuto nei tempi prefissati; un territorio, quello algherese, è fortemente diviso sulla realizzazione dell’opera e ha tentato di opporsi con il mondo delle borgate in testa
ALGHERO - L’Arst centra gli obiettivi fissati dal Pnrr, portando a compimento i progetti per la transizione ecologica dei trasporti in Sardegna: lo sviluppo della rete a idrogeno e il potenziamento della mobilità ciclistica. Sul fronte dell’idrogeno, l’Azienda ha completato le tre centrali di produzione verde a Macomer, Mandas e Alghero, per un investimento complessivo di oltre 76 milioni di euro. A queste infrastrutture si affianca l’acquisto del primo treno a idrogeno (del valore di circa 15 milioni di euro), attualmente in Svizzera per le attività di test propedeutiche alla messa in servizio. Contestualmente, per la mobilità dolce è stato raggiunto il target Pnrr del secondo lotto della Ciclovia della Sardegna, con il completamento di oltre 120 chilometri lungo la tratta Barumini-Terralba-Oristano-Bosa, all’interno di un investimento di 33 milioni di euro.
Mentre l’azienda che gestisce i trasporti in Sardegna esulta per il risultato ottenuto nei tempi prefissati; un territorio, quello algherese, è fortemente diviso sulla realizzazione dell’opera e ha tentato di opporsi con il mondo delle borgate in testa. Saranno sacrificati molti terreni per fare spazio al progetto e in tanti dubitano soprattutto dell’utilità, oltre che dei costi. Il Partito Democratico solo qualche settimana fa dopo l’ultimo sopralluogo che aveva tolto qualsiasi dubbio sull’approvazione dell’impianto, lo aveva espresso senza mezzi termini: «abbiamo espresso forti perplessità in passato e continuiamo a esprimerle oggi, per ragioni tecniche, economiche e ambientali ben precise. La tecnologia ferroviaria a idrogeno trova la sua principale giustificazione in quei territori nei quali l’elettrificazione delle linee risulta particolarmente complessa o antieconomica. Non è certamente questa la condizione della Nurra, dove si è deciso di puntare su una tecnologia caratterizzata, peraltro, da un rendimento energetico complessivo decisamente modesto rispetto alla trazione elettrica diretta».
Tuttavia, proprio il Pd algherese e la maggioranza guidata dal sindaco Cacciotto sono stati presi di mira dall’Opposizione per una posizione ad intermittenza sulla questione: «Cacciotto, il Partito Democratico, il presidente Mimmo Pirisi, i consiglieri Esposito e Madau, il segretario Daga e tutta la sinistra avevano costruito una parte importante della propria campagna elettorale contro il progetto. Avevano detto ai cittadini dell’agro che avrebbero impedito in ogni modo la realizzazione dell’opera. Oggi, invece, dopo aver cercato di nascondere l’opera dietro una coltre di silenzio, si ritrovano a prendere atto dell’avanzamento del progetto, senza aver mosso un dito per mantenere quanto promesso».
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