Il presidente Francesco Sabatini, la vicepresidente Gabriella Greco, i commissari Teodoro Rodin e Angelo Stochino hanno illustrato l’attività dei primi tre mesi della commissione consiliare che è stata istituita nel mese di settembre 2009
CAGLIARI - Il numero degli infortuni è in calo ma aumentano in Sardegna le morti sul lavoro. Nel 2009 sono state 36 con un incremento, rispetto all’anno precedente, del 30,5%. Nell’isola si registrano ogni giorno 60 incidenti, 2,5 ogni ora. Il settore più a rischio è quello dell’agricoltura. Seguono l’edile, il metalmeccanico, il turismo e il domestico. Sono alcuni dei dati emersi stamattina durante la conferenza stampa della commissione di inchiesta sulla sicurezza sul lavoro.
Il presidente Francesco Sabatini, la vicepresidente Gabriella Greco, i commissari Teodoro Rodin e Angelo Stochino hanno illustrato l’attività dei primi tre mesi della commissione consiliare che è stata istituita nel mese di settembre 2009. In questi primi mesi di attività – ha detto il presidente Sabatini – dopo aver acquisito tutte le informazioni e i dati che serviranno alla stesura del documento finale abbiamo sentito in audizione gli assessori al lavoro e alla sanità, il direttore regionale dell’ufficio del lavoro e i direttori regionali dell’Ibnail e dell’Inps, gli otto responsabili degli uffici del servizio di Prevenzione e Sicurezza negli ambienti di lavoro (Spresal), il segretario regionale dell’Unione Nazionale Personale Ispettivo d’Italia e il direttore della Confindustria.
«Il dato di grande criticità che emerge – ha proseguito l’on. Sabatini – è la mancanza di coordinamento tra tutti i soggetti che si occupano di sicurezza e di prevenzione. Lo stesso Comitato regionale di coordinamento in materia di sicurezza sul lavoro non è operativo. La situazione è ulteriormente peggiorata dal fatto che esiste una grande carenza di personale negli uffici Spresal». «E’ necessaria – ha affermato la vicepresidente Greco - una maggiore cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro». La vicepresidente ha anche posto l’accento sull’assenza di un piano organico di formazione e di informazione in materia.
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