«Se dovesse sfumare l´accordo tra Ramco ed Eni per la cessione degli stabilimenti ex Vinyls Italia, la Cgil è pronta alla mobilitazione nazionale sotto il ministero dello Sviluppo economico»
PORTO TORRES - «Se dovesse sfumare l'accordo tra Ramco ed Eni per la cessione degli stabilimenti ex Vinyls Italia, la Cgil è pronta alla mobilitazione nazionale sotto il ministero dello Sviluppo economico». E' questo l'impegno della responsabile dell'industria Susanna Camusso, oggi all'Asinara, insieme a una delegazione sarda del sindacato, guidata dal segretario generale regionale Enzo Costa e dal segretario della camera del lavoro di Sassari Antonio Rudas. «Di certo non saremo semplici spettatori di un accordo tra multinazionali – ha detto Camusso - valuteremo il piano industriale e le prospettive che un'eventuale intesa potrà offrire al futuro della chimica».
La segretaria nazionale chiama direttamente in causa il governo e il ruolo che deve avere per il buon esito della trattativa: «E' finito il tempo delle partecipazioni statali, ma esiste la possibilità di un intervento pubblico che si concretizzi spiegando all'Eni che o si impegna direttamente nel rilancio del settore o dovrà smetterla di ostacolare la cessione degli impianti». Ai lavoratori che chiedevano quale fosse la strategia della Cgil dopo l'accordo firmato il 19 ottobre a Porto Torres, Camusso ha ribadito che «si è agito troppo in fretta e quel patto sarebbe stato meglio non siglarlo senza la condivisione dei lavoratori: si è consumato uno strappo – ha aggiunto – ma il sindacato è nelle condizioni di ricostruire un'idea complessiva della gestione della chimica in Italia».
Nel corso di un'assemblea tenuta sull'isola con i lavoratori che da 52 giorni occupano l'ex carcere di massima sicurezza, è stata definita la strategia da seguire nelle prossime settimane, in attesa dell'apertura delle buste, il 24 aprile prossimo, con le offerte per l'acquisizione degli stabilimenti di Porto Torres, Porto Marghera e Ravenna, questi ultimi rappresentati da due lavoratori degli impianti della penisola. «La Cgil è qui per costruire con voi qualcosa che dia un senso compiuto al vostro sacrificio», ha detto il segretario generale regionale Enzo Costa, aggiungendo che «l'obiettivo è far ripartire immediatamente lo stabilimento. L'accordo firmato l'estate scorsa con il Governo e l'Eni per mantenere gli impianti in marcia è stato disatteso ed è stata proprio l'Eni a fare un passo indietro. Adesso i tempi sono stretti, e il governo deve chiarire quale politica industriale complessiva intenda perseguire, in Sardegna e nel resto del Paese: se la trattativa con la Ramco non dovesse andare a buon fine – continua Costa – è chiaro che l'Eni dovrà gestire gli impianti oppure fornire immediatamente le materie prime in vista del rilancio del settore».
Sulle possibili conseguenze di un mancato accordo tra Ramco ed Eni è intervenuto anche il segretario generale della Camera del lavoro di Sassari Antonio Rudas: «In quel caso – ha detto ai lavoratori – è evidente a tutti che, insieme ai vostri, si perderanno 4500 posti di lavoro, con conseguenze inimmaginabili». Rivolgendosi ai cassintegrati che, anche con toni accesi, avevano chiesto al sindacato di proseguire la lotta a tutti i livelli ha detto: «Avete espresso con i vostri interventi il disagio di tutto il territorio, già manifestato nella grande mobilitazione del 4 dicembre 2008 a Porto Torres. Anche in seguito a quell'importante risposta di popolo eravamo riusciti a costringere Eni a fare marcia indietro», ha concluso, auspicando una rinnovata unità sindacale, ma ribadendo che la Cgil «non può aspettare oltre: noi riprenderemo la lotta con nuove iniziative nel territorio».
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