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Red 21 aprile 2010
Occhi puntati sul Welfare to work
Interrogazione urgente all´assessore regionale del Lavoro Franco Manca da parte del capogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale Mario Bruno


ALGHERO - Che fine ha fatto il programma della Regione Welfare to work, destinato al reinserimento occupazionale dei lavoratori in difficoltà? Lo chiede con un'interrogazione urgente all'assessore regionale del Lavoro Franco Manca il capogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale Mario Bruno. L'esponente Pd, nel documento, ricorda come Welfare to work sia «l'evoluzione del Progetto PARI (Programma d’Azione di Reinserimento e Inserimento), approvato dal ministero del Lavoro e co-finanziato dalla Giunta regionale il 16 dicembre del 2008 con 3 milioni di euro».

Il programma «vedeva direttamente coinvolte le otto province e gli uffici dei Servizi per il lavoro e individuava quattro linee di intervento per attuare 1.500 azioni di reimpiego rivolte ad altrettanti lavoratori, di cui 1.180 percettori di ammortizzatori sociali individuati in ambito provinciale e 320 lavoratori non percettori di indennità o sussidi legati allo stato di disoccupazione in termini più ampi».

Una prima fase, al 31 maggio 2009, aveva prodotto «i seguenti risultati: 976 lavoratori convocati, 927 patti di servizio sottoscritti, 494 lavoratori ricollocati»: un «riscontro fortemente positivo», sottolinea il capogruppo, soprattutto da parte dei datori di lavoro «che manifestano apertamente la richiesta di attivazione di nuovi incentivi e assicurano ampie garanzie sulle possibilità di impiego e reimpiego dei lavoratori svantaggiati».

Il programma Pari, spiega Bruno, «si è evoluto nell’Azione di sistema Welfare to Work per le politiche di reimpiego, il cui progetto esecutivo elaborato dalla Regione Sardegna, in sinergia con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e con l’assistenza tecnica di Italia Lavoro S.p.A., individua le caratteristiche degli interventi che si intendono realizzare sul territorio regionale». Gli interventi previsti sono « rivolti a lavoratori espulsi o a rischio di espulsione dal sistema produttivo a seguito di crisi aziendali e/o occupazionali verificatesi nel territorio regionale, e il miglioramento dei servizi di reimpiego nella Regione Sardegna rivolti a inoccupati e disoccupati di lunga durata, con priorità per i giovani, le donne e gli ultracinquantenni».

Un'evoluzione però solo teorica, visto che «manca il progetto esecutivo di Welfare to Work, con le azioni da da realizzare sui territori a favore di 8.000 lavoratori percettori di ammortizzatori sociali in deroga alla normativa, 320 lavoratori socialmente utili, 1.200 lavoratori svantaggiati, non percettori di ammortizzatori sociali o altri sostegni al reddito». Nella nostra Isola, la redazione di questo progetto esecutivo si sarebbe dovuta avvalere dell’assistenza tecnica di INSAR, società attualmente in liquidazione».

Per queste ragioni Bruno chiede all'assessore Manca «quali difficoltà abbiano comportato la mancata elaborazione del progetto esecutivo del programma Welfare to Work» e se la Regione abbia intenzione di attivarsi per «rendere esecutivo il programma Welfare to Work, eccezionale opportunità riservata alla Regione Sardegna per garantire ai lavoratori in difficoltà, purtroppo in numero sempre crescente, una concreta occasione di impiego e reimpiego».

Nella foto: Mario Bruno
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