La Cgil di Sassari, dopo l’incontro di mercoledì al ministero dello Sviluppo economico, ribadisce il giudizio negativo sull’evolversi della vertenza Vinyls che coinvolge tutto il petrolchimico di Porto Torres
SASSARI - La Cgil di Sassari, dopo l’incontro di mercoledì a Roma al ministero dello Sviluppo economico, ribadisce il giudizio negativo sull’evolversi della vertenza Vinyls che coinvolge tutto il petrolchimico di Porto Torres. A tutt’oggi, infatti, gli impianti fermi da dicembre non sono ancora stati riavviati e se davvero ci fosse la volontà di concludere un’intesa, Eni dovrebbe iniziare immediatamente la fornitura delle materie prime necessarie alla ripresa della produzione, anche in attesa di definire i dettagli di un accordo da chiudere nelle prossime settimane.
La Camera del Lavoro di Sassari conferma la necessità, non più prorogabile, di impedire la chiusura del polo petrolchimico e quindi di costruire nell’immediato una risposta forte all’immobilismo di Eni. La crisi della chimica in Sardegna, e in particolare del petrolchimico di Porto Torres, richiamata anche dal segretario nazionale della Cgil Guglielmo Epifani al congresso nazionale in corso a Rimini, non può più aspettare.
«Auspichiamo quindi che Cisl e Uil si uniscano alla Cgil per avviare la mobilitazione che parta dal territorio, già preannunciata nei giorni scorsi, in caso di mancate rassicurazioni sul futuro della chimica. Rassicurazioni che - afferma il segretario della Camera del Lavoro di Sassari Antonio Rudas - devono arrivare dai massimi livelli, dall’unico tavolo che ha un valore politico fondamentale, quello col governo nazionale, conquistato dal Sindacato lo scorso 21 luglio, necessarie per salvare la chimica e il futuro del territorio».
Nella foto: Il segretario della Camera del Lavoro di Sassari Antonio
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