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Red
14 maggio 2010
Vinyls/3: Luciano Mura scrive a Napolitano
Tutti a lavoro per cercare di sopperire al dietrofront della Ramco nelle trattative con Eni (partecipata al 30% dal Governo) per l´acquisizione della Vinyls. La lettera integrale del sindaco di Porto Torres a Giorgio Napolitano

PORTO TORRES - Tutti a lavoro per cercare di sopperire al dietrofront della Ramco nelle trattative con Eni (partecipata al 30% dal Governo) per l'acquisizione della Vinyls di Porto Torres. Oltre alla lettera di Marco Tedde, sindaco di Alghero, indirizzata al Premier Silvio Berlusconi, c'è da registrare quella del primo cittadino di Porto Torres, Luciano Mura, che si rivolge direttamente al Capo dello Stato.
Intendo portare alla Sua attenzione la drammatica vicenda che la mia città, Porto Torres, sta attraversando per la decisione sciagurata di Eni di abbandonare le produzioni chimiche. Mi rivolgo a Lei, quale massimo garante dei valori costituzionali della nostra Repubblica, perché la mia gente ha perso fiducia nella credibilità delle istituzioni di questo paese e oggi è a rischio l’unità sociale e morale non solo di una città ma di un’intera regione. In questi mesi il Governo, attraverso i suoi Ministri, ha più volte rassicurato migliaia di lavoratori sulla possibile ripresa di una parte delle produzioni attraverso la vendita della società petrolchimica "Vinyls", attualmente in amministrazione straordinaria. Oggi la "Ramco", la multinazionale araba che avrebbe dovuto acquisire gli stabilimenti di Porto Torres, Porto Marghera, Ravenna annuncia il proprio ritiro. I lavoratori e le proprie famiglie sono state cinicamente utilizzate in una trattativa infinita e dai contorni oscuri. Come Sindaco di questa città auspico, quindi, un Suo autorevole intervento, nei modi e nelle forme che riterrà più opportune, per far si che la Sardegna sia la frontiera della difesa del diritto costituzionale al lavoro ricordando che questa terra è martoriata dalla crisi e che oggi registra il 44% della disoccupazione giovanile, dato unico in Italia. Mi rivolgo a Lei non solo per l’alta carica che ricopre, ma perché conosco da tempo la Sua sensibilità e passione per la difesa de lavoratori e dei loro diritti, con la speranza che questi miei concittadini possano recuperare presto la fiducia nello stato e nelle istituzioni che la governano. La prego di voler gradire, Signor Presidente, i sensi della mia più alta considerazione e più sincera gratitudine per quanto potrò fare.
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